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Mi sono imbattuto per caso in questo libro di Umberto Eco :


e ho subito pensato alla classica domanda che mi facevano i miei allievi a proposito del latino: “Vuole la traduzione letterale o libera?”

Già questa domanda racchiude il nocciolo del problema: le lingue si traducono per comodità, ma se si vuole veramente capire devi leggere l’originale; e, come sa chiunque scrive blog, anche all’interno della stessa lingua,  una reale comprensione si ha solo tra chi ha fatto le stesse esperienze, il che ovviamente è impossibile.

Quindi ai miei allievi io potevo solo consigliare di tradurre in modo da farmi capire quel che loro avevano capito, compresa la regola sintattica sottesa.

Sicuramente Eco avrà detto molto di più e al suo libro rimando nel link di Amazon annesso: http://amzn.to/2EtGsxT

NOTA: Colgo  l’occasione per invitare nel gruppo FB dedicato,  tutti quelli che hanno frequentato il Liceo Classico Ariosto di Ferrara nella storica sede di via Borgo dei Leoni https://www.facebook.com/groups/266470860388758/

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La degradazione della verità di fatto a mera opinione, e dunque la correlativa santificazione di ogni menzogna a opinione che vale quanto l’altra, non è questione che mette a repentaglio solo il giornalismo, bensì costituisce in sé un colpo durissimo e diretto assestato contro la democrazia in quanto tale.

http://gabriellagiudici.it/paolo-flores-darcais-verita-e-opinione-nei-talk-show/

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http://www.guidemeright.com/emiliaromagna/localfriends

E’ pubblicità, d’accordo, e il target sembra essere quello adolescenziale (che negli USA mette su il banchetto per vendere la limonata davanti alla porta di casa).

L’ideale per farti entrare nell’ottica di un lavoro non regolamentato e per il quale non si richiedono particolari competenze (tra parentesi avete mai notato che nei film catastrofici c’è sempre un ragazzino genio con le competenze di un ingegnere elettronico?).

P.S. In Italia l’ASL regolamenta rigidamente la somministrazione di alimenti, ma col TTIP , tutto si aggiusterà!

 

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Dalle prime recinzioni descritte da Thomas More nel XVI secolo, alla massiccia espulsione dei contadini dalle terre del XVII e XVIII secolo. Marx fotografa questo momento fondativo del capitalismo che chiamò accumulazione originaria nel primo libro del Capitale (sez. 24).

«Fu così che i contadini, dapprima espropriati con la forza delle proprie terre, cacciati dalle proprie case, trasformati in vagabondi e poi frustati, marchiati, torturati in base a leggi grottescamente terribili, fu condotta alla disciplina necessaria per il sistema salariale»

Karl Marx, Il capitale, I, VII.

Leggi tutto su http://gabriellagiudici.it/karl-marx-la-cacciata-dei-contadini-dalla-terra/#more-28624

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Ma soprattutto mi rendo conto che in questo anno, dal luglio scorso, ho buttato via, pulito, sfoltito.Sì. Ho buttato via la televisione, ad esempio. Non mi ricordo nemmeno di averla, se non fosse per i bambini che alla sera desiderano rincitrullirsi davanti ai cartoni. Io l’ho accesa una volta sola quest’anno, per vedere La grande bellezza. Il fatto di accenderla, guardare, ho notato, era un automatismo, evidentemente, ma che non mi portava molto, se ora non mi manca per nulla. La sera in casa c’è silenzio, io sul divano che leggo o scrivo, luce bassa. Bello.

Ho buttato via vestiti, tanti, troppi, dei bambini, miei, a sacchetti. Abbiamo troppe cose, troppe, alle volte ne sono nauseata, nauseata da come ce le propongono, a basso prezzo, che par impossibile non comprarsi quella magliettina a sette euro se vai a farti un giro, in fondo che sono sette euro? E poi la metti una volta e fine, e qualche bambino si è tagliato un dito in una fabbrica schifosa per farla, per esser ottimisti, e tu non la metterai più, e poi la butterai, e finirà magari addosso a qualcuno o forse al macero, a riempire la terra di roba che non sapremo più dove mettere e che ci seppellirà. Cerco di uscire da questo meccanismo, alle volte con difficoltà, certo.

estratto da http://thepellons.wordpress.com/2014/07/23/i-gave-all-i-could-but-it-left-me-so-sore/

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La vicenda di Las Vegas ha il grande merito di stimolare due riflessioni riguardo all’acqua, specie in relazione al rapporto di sostanziale indifferenza che abbiamo nei suoi confronti: come ha scritto Benjamin Franklin, è solo quando troviamo il pozzo asciutto che ci rendiamo conto della preziosità dell’acqua.

http://www.lintellettualedissidente.it/las-vegas-la-citta-degli-sprechi/

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Gettiamo via con noncuranza ciò che non siamo in grado di procurarci da soli con gli occhi puntati solo al portafoglio, senza pensare che i soldi sono solo mucchi di carta o stringhe in un sistema informatico. E tutto per appropriarci di beni che non ci sono di alcuna utilità.
Come sottolinea Herman Daly, “la crescita diventa anti-economica quando gli incrementi della produzione costano, in termini di risorse e benessere, più del valore dei beni prodotti. Una popolazione in crescita anti-economica arriva al limite di futilità, il punto in cui l’aumento dei consumi non aggiunge alcuna utilità; una crescita anti-economica produce rapidamente più mali che beni, e ci rende più poveri invece che più ricchi.

Fonti

http://www.naturalcapitaldeclaration.org/wp-content/uploads/2012/04/natural_capital_declaration_it.pdf

Herman Daly, L’economia in un mondo pieno, in Le Scienze, numero 447, novembre 2005

L’articolo Il capitale naturale, l’unico di cui non possiamo fare a meno sembra essere il primo su L’ intellettuale dissidente.

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Vita longa est, si uti scias

A ciò va aggiunto che gran parte dei giovani non dispongono dei decorsi del dolore e della gioia e questo perché di rado giungono a quel livello che permette loro di riconoscere un sentimento. E’ quindi necessario tornare ad integrarsi attraverso il gesto di ribellione, di una forza prepotente ed ex leges dell’Io, contro le odierne convenzioni sociali. Vivere nell’assoluto presente è de-responsabilizzante giacché il futuro in termini umani non esiste più, non tanto perché non c’è un tempo fisico, ma perché viene meno la sua configurazione. «Il domani è dei giovani» ci dicono, ma non è fattualmente in nostro possesso. «È il regime dell’eterno presente e della desertificazione dell’avvenire. La condanna del presente è il presente come condanna», scrive il filosofo Diego Fusaro.

Claudia Grazia Vismara

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Ne vogliamo finalmente parlare?

Questo fa sì che oggi che c’è il ballottaggio per il sindaco, e quello che viene dalle giunte precedenti (COSA AVETE FATTO A QUESTA CITTA’?) si permetta di accusare il candidato rivale (purtroppo niente per cui valga la pena votare) di “saper parlare solo della sicurezza”, a me venga l’orticaria.
Parla solo di sicurezza? Hai fatto due passi di sera? Ah certo ma tu… sei un uomo. Manda tua moglie a far due passi di sera, poi me la racconti tu, la sicurezza. Coyote.