Senza storia

DIstrazione

In questa epoca, immersa in un eterno presente, le cose tuttavia scorrono veloci e alcuni si domandano quanto tempo passerà prima che la gente se ne accorga e se ne occupi.

Oggi bisogna essere idealisti privi di contatto con la realtà per vedere emergere dai processi di deterioramento del sistema forze che in positivo prefigurino la società futura. Marx aveva visto nel proletariato quella forza. Chi oggi ripetesse che gli operai delle grandi fabbriche, un tipo umano in via di estinzione, costituiscono la classe che creerà il mondo nuovo, non rischierebbe il manicomio solo perché Basaglia li ha fatti chiudere.

Quello che si delinea è un passaggio drammatico che assomiglia più alla dissoluzione dell’Impero Romano che allo sbocciare del capitalismo dalla matrice del feudalesimo.

Nell’inciviltà dilagante, nel disastro delle relazioni, nel degrado ambientale, nella rovina economica che seguirà a quelli che sono soltanto suoi preavvisi, è scritto un destino tragico incombente su generazioni che pagheranno la nostra incoscienza. A meno che il corso inesorabile delle cose non sia affrettato e deviato da qualcosa di ancora più tragico, una guerra di dimensioni mai viste nella storia.

Luciano Fuschini  fonte “Il ribelle”

Leggi tutto su http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=51301

Le fatal insigne qui ne pardonne pas

DIstrazione

Thomas Piketty s’inscrit ainsi dans la longue liste des personnalités ayant refusé leur nomination à un grade de la Légion d’honneur, que ce soit par refus d’un mérite dont ils s’estimaient indignes, par souci d’indépendance ou par esprit frondeur. Avant l’économiste français, l’ancien secrétaire général de la Confédération française démocratique du travail (CFDT) Edmond Maire la refusa avec des propos semblables, estimant que « ce n’est pas à l’Etat de décider ce qui est honorable ou pas ».

Voir aussi notre portfolio : Comme Thomas Piketty, ils ont refusé la Légion d’honneur

Léo Ferré et Georges Brassens avaient préféré prendre les devants avant même d’être nommés ; le premier brocardant « ce ruban malheureux et rouge comme la honte », le second signant une chanson satirique où il dénonce « le fatal insigne qui ne pardonne pas ». Pierre Curie avait pour sa part refusé la distinction d’un simple « je n’en vois pas la nécessité », tandis que George Sand, qui eût été la première écrivaine à arborer l’insigne, objecta qu’elle ne voulait « pas avoir l’air d’une vieille cantinière ! ».

Claude Monet, Georges Bernanos, Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Albert Camus, s’inscrivent également dans cette longue liste. En 2013, c’était l’auteur et dessinateur de bande dessinée Jacques Tardi qui avait refusé la Légion d’honneur. En août 2012, la chercheuse Annie Thébaud-Mony, spécialiste des cancers professionnels, avait refusé cette distinction pour dénoncer « l’impunité » de responsables de groupes industriels, responsables de « crimes industriels ».
En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/culture/article/2015/01/01/l-economiste-thomas-piketty-refuse-la-legion-d-honneur_4548309_3246.html#e2VVCL927UO2yiXW.99

Diritti d’autore

DIstrazione

Partiamo da due esperienze:

http://emilianosciarra.net/it/component/content/article/45-articoli/179-bang-vs-sanguosha

e un commento di Daniele Correale Pompetti su FB:

Dai aggiungo una simpatica cosa che mi é accaduta in Cina. Un “editore” cinese mi chiede di fare un gioco su di un cartone animato “cinese”. Nota: Il cartone animato è la copia di un cartone animato giapponese. In 1 mese metto giu un gioco, faccio una degna presentazione e lo porto in visione mi liquida dicendomi che mi farà sapere. In sei mesi nessuna risposta ma il mio gioco… eccolo li sugli scaffali, con le soli variazioni di 2 regole e l’aggiunta di un materiale. Ovviamente lascio perdere (spendere 2000€ di avvocato per 1000€ di royalties ha poco senso). Dopo 1 anno un’amica mi presenta un distributore del giocattolo al fine di risolvergli un problema, hanno un gioco in magazzino da oltre 1 anno e non riescono a venderlo, vogliono che io lo prenda e scriva un nuovo regolamento utilizzando gli stessi materiali. Provate ad indovinare che gioco era?

Io stesso ho progettato un gioco didattico e, dopo vari tentativi di commercializzarlo,  l’ho messo in distribuzione gratuita; inoltre ho avuto modo di vedere direttamente da Emiliano Sciarra la presentazione del suo gioco BANG!

Ma arriviamo al punto se avessero ragione i cinesi quando dicono che “la copia è una via per l’illuminazione”?

Va da sé che allora le opere dell’ingegno dovrebbero essere distribuite gratuitamente (anche in ossequio al principio marxiano che la proprietà è un furto).

Così non è però né in occidente ma neanche in Cina, visto che nel 2011 nasce la Ziko Games negli USA con l’obiettivo, cito testualmente, “di portare La Leggenda dei Tre Regni ai giocatori del Nord America”, acquisisce i diritti dalla Yoka (che non vedeva l’ora) e inizia a distribuire il gioco negli Stati Uniti.

La conclusione quindi è la solita: ci sono i lupi e ci sono gli agnelli.