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Spegnete la TV

La “telesione” colpisce talmente in profondo da arrivare al punto di aver convinto le persone di essere diventati interattivi: l’ultima tragica illusione. 
I drogati, non contenti di subire la consueta lobotomizzazione italiota, mentre si pappano le solite litanie, contemporaneamente le commentano in diretta su facebook e twitter, decuplicando l’effetto nocivo nella più totale spaesata inconsapevolezza. Passivamente, come robot, bevono le immagini ma protestano in rete contestando ciò che stanno vedendo: è la proiezione della condizione politica dei partiti, la clonazione al raddoppio dell’effetto. 
Identico.
Così la gente si sente all’opposizione perchè anche se è maggioranza e massa piatta nel seguire i talk show, li contesta su facebook in diretta e pertanto si sente a posto.
E l’oligarchia della dirigenza politica fantascientifica gongola. E incassa.
Fanno festa e sono contenti.
Sanno che domani si ciberanno ancora.
Della vostra carne, del vostro spirito, soprattutto della vostra anima.
Proprio come nei film horror di fantascienza.
Sergio Di Cori Modigliani

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Malati di cronaca

Franco Ferrarotti
“Il termine “idioti” del titolo non è un insulto gratuito. È da intendersi nel senso etimologico di “circoscritti”, “localizzati”, “irretiti”, “prigionieri nel web”.

Un’intera generazione appare nello stesso tempo informatissima di tutto, comunica tutto a tutti in tem­po reale, ma non capisce quasi nulla e non ha niente di significativo da comunicare. È una generazione al macero, appesa agli schermi opachi di TV, Internet, Facebook, Youtube, eccetera, destinata all’obesità catatonica e alla lordosi sedentaria. La stessa mol­teplicità e eterogenea abbondanza delle informazioni la deforma, la fagocita, le impedisce di stabilire una propria tavola di priorità.(sottolineatura nostra)
Internet, priva della critica delle fonti, è la grande pattumiera planetaria e paratattica, in cui giovani e giovanissimi, adolescenti, ma anche giovani adulti, vanno quotidianamente affondando”.

A questo proposito forse non tutti sanno che i recenti concorsi a cattedre per l’insegnamento nelle scuole italiane, prevedevano, all’orale, una presentazione digitale su un argomento assegnato 24 ore prima; inutile dire che (anche per facilitare la composizione della presentazione) tutto il materiale utilizzato altro non era che un copia e incolla dal web, che ha tanto materiale, ma, come fa notare Ferrarotti, senza una selezione delle fonti da parte del ricercatore,  diventa un discorso né credibile né organico.

Internet è come la cultura popolare dei proverbi, che dicono tutto e il suo contrario e si presta a supportare qualsiasi tesi, se non c’è una verifica sul campo o una documentazione alternativa.

Se a questo aggiungiamo il gusto per il sensazionalismo proprio della cronaca, che deve amplificare la notizia televisiva per farsi leggere, si viene trasportati ogni giorno dal fiume di notizie (spesso inutili o fuorvianti) senza mai avere il tempo di approfondire una riflessione personale.

Giusto per fare un esempio: uno degli articoli più letti di bondeno.com , lo è perché figura nella sitografia della voce biogas di wikipedia, ma era un articolo che riportava l’opinione di un esponente politico e che come tale si firmava; a questo punto ho inserito i richiami ad altri articoli che rimandavano a studi in merito di docenti universitari (scaricabili e consultabili).

Dalle statistiche del sito (che amministro), ho potuto rilevare che quelli che li cliccavano erano una sparuta minoranza, a loro volta minoranza di quelli che si accontentavano della voce di wikipedia.

La conclusione è quella di Ferrarotti: ci si interessa a quello cui tutti si interessano e nel modo più superficiale possibile, giusto per intavolare una conversazione occasionale, magari sul proprio blog.

La cosa è ovviamente incoraggiata in alto loco se è vero che si è più volte affermato che” con la cultura non si mangia” e si è provveduto ad indicare, tra i requisiti preferenziali per l’occupazione giovanile, la mancanza di un titolo di studio.