Il grande gioco

Un altro inglese, Thomas Raikes, nel 1838 attirò l’attenzione sul pericolo della rapida crescita della potenza militare e navale russa, e pronosticò l’esplosione imminente di una guerra tra Gran Bretagna e Russia. A nutrire simili opinioni non erano solo gli inglesi. Un illustre osservatore francese, il marchese de Gustine, che nel 1839 fece un viaggio in Russia, tornò con pronostici analoghi circa le ambizioni di Pietroburgo. Nel suo La Russie en 1839, opera citata ancor oggi dai cremlinologi;  scrisse: «I russi vogliono conquistare e dominare la terra. Intendono impadronirsi con la forza delle armi dei paesi loro accessibili, e di là opprimere gli altri col terrore. L’ estensione del potere che essi sognano … se Dio gliela concede, sarà la sciagura del mondo ».
Peter Hopkirk, Il grande gioco, Adelphi, 1990

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Note:

https://terzapaginainfo.wordpress.com/2016/03/21/talassocrazie-contro-heartland/

https://terzapaginainfo.wordpress.com/2017/10/27/i-rimland/

http://federicodezzani.altervista.org/supremazia-inglese-come-il-secret-service-sta-conducendo-la-campagna-antirussa/

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Chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza

Nel momento in cui l’Unione Europa, definita a suo tempo da Zbigniew Brzezinski come “la testa di ponte” angloamericana sul continente euroasiatico, si sgretola, si rafforza nelle élite atlantiche la pulsione al conflitto aperto con la Russia, l’unico rivale geopolitico in grado di modificare gli assetti internazionali, insinuandosi negli spazi abbandonati dalla UE/NATO.

Il crollo di Bruxelles implicherebbe anche il crollo dell’artificiale cortina di ferro eretta negli ultimi anni, rendendo più concreta l‘alleanza economica e politica tra Mosca ed almeno una delle grandi cancellerie europee (Berlino, Parigi, Roma), alleanza sufficiente a seppellire definitivamente il vecchio ordine atlantico. Il baricentro del mondo lascerebbe così il continente americano, dove è artificialmente collocato dal 1945, e tornerebbe nel suo bacino naturale, dove è sempre stato dall’alba dei tempi: l’Eurasia.

http://federicodezzani.altervista.org/nonostante-brexit-mondo-post-1945-finito/

Conoscere la geografia

 La situazione attuale, per l’insegnamento della geografia, è questa: nel biennio dei tecnici commerciali si insegna tre ore a settimana nel biennio, mentre nei tecnici turistici si insegna anche nel triennio, 2 ore a settimana. Nei tecnici industriali e negli istituti per geometri si insegna un’ora a settimana, a scelta nel primo o nel secondo anno. Nei licei scientifici e classici c’è la geostoria, tre ore a settimana al biennio: ma trattandosi di una materia «a metà» nella maggior parte dei casi la geografia viene fagocitata dalla storia, tanto più che ad insegnarla sono i professori di lettere. Alle primarie c’è un’ora alla settimana, così come alle medie. «Stiamo lavorando sulle macerie», sintetizza Canesi.

Rincara Garofalo: “Troppo spesso la GEOGRAFIA nelle scuole medie è sacrificata dai docenti di area umanistica in favore delle altre due discipline da questi insegnate: Italiano e Storia.
I risultati dell’ignoranza in materia spaziale e geografica sono evidentissimi al primo anno di accesso alle scuole superiori. Al fine di non ridurre la disciplina della Geografia a ruolo di ancella e subordine rispetto ad altre materie e per la migliore offerta formativa degli studenti si chiede che la GEOGRAFIA nelle scuole secondarie di primo grado venga affidata ai docenti specializzati della c.d.c. A039 per non meno di 2 ore settimanali. Stop quindi anche all’atipicità A039 nelle scuole superiori!

Personalmente devo dire che la geografia ha segnato abbastanza profondamente il mio curriculum scolastico: alle elementari atlanti e carte geografiche mi hanno sempre affascinato; alle medie facevamo in classe un gioco a quiz e io concorrevo per la geografia (cfr. anche nota); alle superiori c’era 1 ora settimanale di geografia al ginnasio; all’università il mio primo esame è stato “Storia delle esplorazioni geografiche”, come complementare e Geografia, come fondamentale; la tesi l’ho fatta in “Topografia dell’Italia antica”; l’abilitazione all’insegnamento di materie letterarie ancora in Geografia, naturalmente!

Ma perché l’ignoranza della geografia può essere fatale (specialmente quando si parla di politica)?

kaliningradVedete quel puntino rosso in alto a sinistra? E’ il territorio russo dell’Oblast’ di Kaliningrad tra la Polonia e la Lituania;tecnicamente in geografia si chiama exclave, il che significa che appartiene ad uno stato diverso da quelli che lo circondano (tutti territori UE), e precisamente a quello stato in bianco che occupa tutto il resto della carta.

Per chi non avesse ancora indovinato questo stato si chiama Russia che vi può accedere quando vuole dal Mar Baltico.

Chi non avesse ancora capito il sottinteso dia un’occhiata a quello che ha fatto la Russia dal Mar Caspio : https://terzapaginainfo.wordpress.com/2015/10/07/un-po-di-geografia/