Le colline

  • La Storia (con la esse maiuscola): la gente (io, perlomeno) non vuole venire in un determinato posto a sposarsi perché ci sono le colline. Si potrà iniziare sempre con “Nell’incantevole sfondo delle famose colline ***…”!? Le colline (parliamo dell’Italia Centrale) non sono famose per essere delle colline. A casa mia ho i Colli Euganei, a casa dell’Orso c’è l’Irpinia, gli Appennini attraversano l’Italia, lo vuoi capire che il tuo selling point non è “le colline”? Cosa mi rappresenta una vacanza in collina? Le persone (almeno così credo io, che confido nell’intelligenza e nella cultura della massa molto più degli albergatori, a quanto pare) non viene in Toscana per vedere delle colline verdi. Viene perché in quel preciso paesaggio è passata la storia, perché tra quelle colline è stato possibile immaginare una città ideale e un uomo ideale, perché in quel clima e circondati da quella natura si sono formate città-stato che hanno speso i loro fondi per attirare quelli che all’epoca erano i migliori ricercatori, musicisti, artisti. Che hanno valutato l’arte come mezzo per darsi lustro e vantarsi con i vicini. In quel preciso paesaggio collinare hanno dovuto difendersi dagli attacchi degli altri costruendo mura, torri e rocche. Chi ci viene, non viene a vedere una collina verde. L’avrebbe vista a casa sua. Viene per sentirsi immerso nella storia, in una storia precisa, quella del periodo che va dal 1200 al Rinascimento, che ha posto le basi per i valori e il vivere civile come lo conosciamo oggi. Di paesaggi belli il Mondo è pieno. E pure di colline. Ma perché non vi sforzate di capire che le vostre sono uniche? Qualche riferimento a casaccio a Leonardo (è passato di qui) o a Michelangelo (è nato qui, un giorno si è seduto su questa pietra), non vi salverà. Chi se ne frega di attirare masse di gente che prende esattamente quello che si aspetta (il posto famoso, perché l’ha visto in un film)? Perché a quelle masse non  si può dare qualcosa di più? Insegnare magari, qualcosa? E invece no, le uniche lezioni che vengono pubblicizzate sono quelle di cucina italiana.

Viaggio in Grecia

di ALESSANDRO BADII (FSI Toscana)

La prima volta che sono andato all’estero sono andato in Grecia. Lo so che per voi la Grecia non è più estero ma il cortile di casa, ma per noi, nel 1981 era veramente un paese straniero. Nel 1981 non c’erano Erasmus e altre cazzate simili. Se viaggiavi è perché avevi voglia di viaggiare, non per scoparti una straniera. Ho lavorato come muratore due mesi per avere i soldi del viaggio. Muratore registrato all’ufficio di collocamento e con i contributi. Dopo due mesi di lavoro avevo speso un sacco ma mi restavano ancora tanti soldi per andare in Grecia. Eh sai, prima della globalizzazione eravamo un paese in cui se lavoravi avevi i soldi.

Siamo partiti in cinque su una Renault Cinque… non la R4 mitica ma comunque una macchina decente. Per andare in Grecia abbiamo preso la direzione di Rimini. Lo so che non ha logica adesso, ma allora era importante salutare i posti dove eravamo stati un mese in vacanza l’anno prima. Quindi da Rimini abbiamo sceso il litorale adriatico, le Marche, gli Abruzzi, il Molise, la Puglia fino a Brindisi. A Manfredonia una notte mi sono perso un dente davanti, ma questa è una storia che non voglio raccontare. A Brindisi traghetto e dormire sul ponte col sacco a pelo, quelli invernali perché allora di sacchi a pelo ne avevi uno e doveva servirti per sempre. Naturalmente dormivamo sopra il sacco a pelo.

Arrivati in Grecia, dovevi passare il confine e la dogana. Già potevamo usare la carta d’identità per l’espatrio ma la tensione, come sempre alle dogane, era alta. Un soldato in uniforme decideva se dovevamo smontare la macchina oppure no. Siamo stati fortunati. Allora cinque ragazzini in giro non volevano per forza dire droga e quindi ci hanno lasciato andare. Naturalmente non avevamo calcolato niente, nè dove dormire, nè dove andare… quindi la prima cosa che abbiamo fatto è entrare in un ristorante greco, dove il titolare ci ha battezzati : ‘una faccia, una razza’… e ci ha portati in cucina a scegliere cosa mangiare. Gli Italiani se ne intendono!

Abbiamo deciso di andare ad Atene e infatti abbiamo preso una strada col mare sulla destra fino a quando, con un lampo di genio, ho realizzato che se il mare era a destra stavamo andando nella direzione opposta ad Atene. Senza Google Maps andavi ad intuito. Arrivati a Corinto ci siamo permessi un bagno nel mare. La spiaggia deserta, pochi turisti. Ci hanno scambiato per americani perché uno di noi aveva quelle camicie finto-americane-militari che andavano allora. Ma quando hanno capito che eravamo italiani tutto ha funzionato meglio. Gli italiani non si possono odiare.

Mancava la musica in auto e abbiamo comprato, in Grecia, una cassetta (sai quelle scatoline con un nastro che andavano da un lato all’altro…) di Battiato. In effetti l’album migliore di Battiato, con Summer on a solitary beach, Cuccuruccù. Bandiera bianca, gli Uccelli e altre, tutte bellissime. Sembrava un sogno surreale viaggiare in quelle finte autostrade, dove c’erano le fermate degli autobus, e quella gente così vera e genuina. Esattamente dei greci, che non facevano il verso a nessun europeo. I dolci a Corinto erano pieni di miele e per me abbastanza esagerati, anche perché allora pesavo 70 chili o forse meno.

Attraversare il canale di Corinto è stata un’emozione. Il nostro pilota, Mauro, aveva comprato da poco una macchina fotografica seria e quindi cinque foto le ha spese su quella lingua di mare (allora fare le foto costava…). Siamo arrivati ad Atene nel tardo pomeriggio del giorno dopo… gli operai stavano per cominciare a lavorare perché lì le strade le rifacevi di notte e non c’erano direttive europee che obbligavano a lavorare di giorno. Cioè i greci facevano come cazzo gli pareva. Naturalmente arrivati ad Atene ci siamo persi… inevitabile se non hai previsto precisamente il percorso con una app del cellulare e con le prenotazioni on-line.

Ma alla fine abbiamo trovato…
Abbiamo trovato la festa del vino e il campeggio annesso e ci siamo imbucati lì… non abbiamo montato le tende perché l’urgenza era pagare il biglietto, prendere un bicchiere e viaggiare per questa festa del vino che era enorme, con tante botti (soprattutto vino di… non mi ricordo, ma il nome era Mavrodaphne …) La mattina dopo, verso l’alba ci siamo ritrovati con tre napoletani e tre milanesi che litigavano sul razzismo imperante in quegli anni, quello fra nord e sud Italia. Noi eravamo solo ubriachi e soddisfatti, visto che eravamo toscani. Abbiamo assistito ad un prelievo della polizia di una macchina targata Lecce che forse era nel mezzo.

Mi sono reso conto che gli Italiani, anche allora, viaggiavano e ce n’erano tanti e nulla era codificato e definito come adesso, ma anche questo è un altro discorso. Dopo quattro giorni abbiamo deciso che volevamo volare. Andare a Creta in aereo. Andiamo in un’agenzia di viaggio e cerchiamo, col nostro inglese perfetto da sedicenni italiani, di prenotare un aereo. Scoprendo, quando andavamo via, che l’operatore parlava anche italiano, ma noi davamo per scontato che non lo parlasse. Comunque il giorno dopo siamo andati in aeroporto. Io, guardando i biglietti ho pensato che non fossero biglietti di aereo… (c’era una nave enorme). Per questo mando due miei amici a chiedere alle informazioni (sarò stronzo…) e questi tornano disperati. Era un biglietto di traghetto e non di aereo!

E allora corsa a perdifiato con la nostra mitica Renault Cinque verso il Pireo! Non preoccupatevi che due anni dopo l’aereo lo abbiamo preso… da Barcellona a Palma… quindi il nostro battesimo di volo lo abbiamo fatto. Prendere il traghetto voleva dire ancora dormire sul ponte per dodici ore, cercare le canne, che allora neanche sapevano cos’era e sperare di conoscere una ragazza interessante… ma la terza speranza non si è avverata…

Arrivati ad Heraklion abbiamo noleggiato un’auto. Eravamo poveri, ma con travellers cheque cambiati in Grecia ci avevano dato una paccata di Dracme che neanche sapevamo quant’erano. E siamo arrivati a Malia, campeggio sul mare pieno di hippies (si scrive così?) mezze nude e nudi e americani stronzi che se le trombavano perché loro avevano i soldi ed erano belli e forzuti! Ma non possiamo lamentarci, dopo non aver montato le tende ancora (troppo caldo), ci siamo scatenati nella discoteca rock di Malia, e tra ammericani tronfi, giapponesi spersi, olandesi canterini ma senza speranza, anche noi abbiamo avuto un angolo di paradiso. L’olandese canterino era uno che, arrivato da Amsterdam con l’autostop, voleva scoparsi una cantando Light my fire ma poi questa ha preferito un mio amico che forse era più simpatico.

Insomma, a parte le esigenze ormonali dei sedicenni, poi abbiamo deciso di cercare di mangiare un po’ di pesce, ma cavolo, siamo arrivati fino alla fine di Creta e quello che abbiamo trovato erano solo triglie! Tornati da quest’isola (certo dopo aver visto il labirinto di Knosso) abbiamo deciso di andare verso il Monte Olimpo: andare in Grecia per noi era come rivivere i nostri miti adolescenziali. Arrivati sotto il Monte Olimpo, è stato interessante vedere la disponibilità degli indigeni al fatto che noi eravamo italiani (una faccia, una razza). Per cui il viaggio è stato piacevole.

Due ore di cammino per arrivare in cima al monte, ma vi si sembra gente che rinuncia? Siamo partiti, con zaini, padelle e imbottiti di pastiglie per dimagrire di quel periodo (uno dei nostri le prendeva per dimagrire, appunto). Non so perché ma con queste cure dimagranti ti sentivi talmente leggero che siamo arrivati in un soffio in cima al Monte Olimpo, dove c’era la neve ma nessun Dio, né Giove, né Giunone, né Marte, né Venere. Dispiaciuti soprattutto per Venere, abbiamo passato la notte con tre crucchi russatori in un rifugio.

La mattina dopo, altra pastiglia per dimagrire, e corsa per venire via dal Monte Olimpo: meglio abbandonare i miti verso la razionalità. La razionalità era Salonicco, città quasi ordinata, con questa torre rotante che stagliava sulla città. Ci siamo imbarcati in questa torre e siamo riusciti a conquistare un tavolo dove abbiamo ordinato Lowembrau e Chicken Broth, già! Nessuno di noi sapeva cosa voleva dire broth ma la voglia di qualcosa di sostanzioso era talmente tanta che alla vista della parola Pollo tutto si è annebbiato. Naturalmente mezzora dopo eravamo in strada a mangiare souvlaki e vino greco. Poi posso parlarvi delle Meteore e di Delfi: altre storie di viaggiatori inconsapevoli.

Poi il ritorno in Italia e nella nostra bella Toscana… Volevo solo raccontarvi che viaggiare è un moto dell’anima e non c’è bisogno che il potere ci dica come farlo (come in Erasmus). Io preferisco questi ricordi che una trombatina in un alberghetto della periferia di una città europea dove fai finta di essere libero e invece sei il peggior schiavo.
Kalispera.

http://www.appelloalpopolo.it/?p=16131

Capodanno Maya

Non potevamo non farlo in questo preciso momento. Il 21 febbraio è l’inizio del nuovo anno ‘Ab sacro ai Maya.

Da molto Voyagesillumination aspetta il momento giusto per recarsi in Guatemala, e il momento è adesso, perché questo speciale capodanno avviene solo ogni 21 anni.

Da lungo tempo ci stiamo preparando per questa avventura, unica, irripetibile.

In Guatemala con i Maya in un viaggio altamente esclusivo ad un prezzo estremamente interessante.

Riti Maya del Guatemala

Dal 15 al 24 febbraio 2014

Con seminario itinerante di psicologia archetipica e di esperienze sciamaniche con

Selene Calloni Williams e accompagnamento di una sacerdotessa maya, di sacerdoti maya guatemaltechi + interprete e colta guida in italiano.

Lago-Atitlan

Lago Atitlan

Ogni giorno un momento rituale con Selene Calloni Williams, ogni giorno un’avventura geografica e interiore, nella Medesimezza di anima e natura.

La suprema bellezza dei paesaggi, la magia dei luoghi sacri, l’avventura dell’anima in un viaggio d’autore esclusivo, assolutamente unico.

Posti limitati. Chiusura iscrizioni 15 gennaio 2014 (prima ti iscrivi meno paghi il volo). 

PROGRAMMA

Giorno 1  sabato 15/02/14  Arrivo a Città del Guatemala Pernottamento in hotel.

Giorno 2 domenica 16/02/14  Sito di Iximché e introduzione al mondo maya Visita del sito di Iximché, vicino a Tecpan, località molto importante nella religione maya di oggi. Cerimonia sciamanica.

Poi trasferimento al Lago Atitlán. Proseguimento in barca fino all’albergo Isla Verde, vicino a Santa Cruz La Laguna. Nel pomeriggio discussione con la vostra Ajq’ij. Incontro con “sacerdote” maya per scoprire i fondamentali della religione maya contemporanea. Spiegazioni sui 5 giorni speciali del Wayeb, giorni indicati per terminare e risolvere tutti i problemi dell’anno che finisce.  Notte vicino a Santa Cruz La Laguna, con vista sul lago Atitlán e i suoi vulcani.

Giorno 3 lunedì 17/02/14  Lago Atitlán: villaggi di Santiago e di San Juan

Visita del villaggio di Santiago Atitlán con la vostra Ajq’ij e anche con altro Ajq’ij: Don Carlito, Ajq’ij maya guatemalteco. Scoperta di Maximon. Don Carlito spiegherà a ciascuno il suo Nahual (associato alla data di nascita). Poi navigazione fino a San Juan La Laguna e passeggiata nel villaggio. Ritorno in albergo.

Giorno 4 martedì 18/02/14  Q’umarkaj – Utatlán e Santa Cruz Quiché

Navigazione (20 min) poi trasferimento (1:45) e visita dell’antica capitale maya quiche Q’umarkaj, situata vicina alla città di Santa Cruz. Cerimonia maya con la vostra Ajq’ij. Trasferimento a Totonicapan. Cena, notte, colazione in casa privata a Totonicapan.  Se possibile visita del laboratorio di tessili o di terra cotta della famiglia. Alloggio in casa privata in Totonicapan.

Giorno 5 mercoledì 19/02/14  Città di Momostenango e villaggio di San Andrès Xecul

Passeggiata nel mercato di Momostenango e scoperta dei siti religiosi importanti della regione. Nel pomeriggio, trasferimento nella capitale maya dell’altipiano, Quetzaltenango, situata a 2300m di altitudine. Visita del villaggio di San Andres Xecul, dove potrete scoprire i luoghi di fabbricazione dei materiali per le cerimonie maya. Incontreremo, se possibile,  Doña Juanita, una signora che si prende cura delle pietre consacrate maya, i tz’ite’: le prepara per la loro nuova missione per le persone che operano come Ajq’ij (sacerdote maya). Notte a Quetzaltenango.

Giorno 6 giovedì 20/02/14  Camminata Vulcano Chicabal e Sauna Las Cumbres

Oggi è un giorno speciale: è la vigilia del nuovo anno Ab’ Camminata al vulcano Chicabal: piccolo vulcano spento a 2700m di altezza con un magnifico lago vulcanico posto sulla cima. Per i maya di oggi, è un luogo sacro, rappresentando il punto di comunicazione fra il cielo, l’acqua e la terra. Questo lago è anche venerato come la madre della pioggia. Cerimonia sulla riva del lago. Poi sauna con piante medicinali tradizionali maya in un luogo chiamato “Las Cumbres”, una sauna naturale ove purificare corpo e mente per iniziare il nuovo anno. Ritorno a Quetzaltenango e pernottamento.

Giorno 7 venerdì 21/02/14  Nuovo anno Ab’

Cerimonia per celebrare l’inizio del nuovo anno Ab’. Per questa celebrazione tanto importante, ci uniremo a un gruppo maya per festeggiare insieme il primo giorno del nuovo anno. Con la vostra Ajq’ij Johanna e l’Ajq’ij maya Don Carlito, consulteremo le sacre pietre maya. Dedicheremo quindi del tempo alle vostre domande sul viaggio. Pernottamento a  Quetzaltenango.

Giorno 8 sabato 22/02/14  Città coloniale di Antigua

Al mattino, spostamento a Antigua. Pomeriggio libero nella città, vero gioiello coloniale dell’America centrale, classificato dall’UNESCO “patrimonio mondiale dell’umanità”. Notte ad Antigua. Pernottamento in Posada.

Giorno 9 domenica 23/02/14  Volo di rientro

Trasferimento all’aeroporto internazionale di Città del Guatemala. Volo di ritorno.  Secondo l’ora del volo, possibilità di visitare i musei di Città di Guatemala Arrivo il giorno dopo in Europa.

Giorno 10 domenica 24/02/14  Arrivo in Europa

 

Per qualsiasi informazione: info@voyagesillumination.com

Posti strettamente limitati, viene data la precedenza a persone veramente interessate all’esperienza sciamanica.

Se sei interessato a conoscere lo svolgimento delle nostre avventure in generale, leggi i nostri reportage di viaggio   e vedi il bel filmato accluso al libro JAMES HILLMAN di Selene Calloni Williams

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Voyagesillumination, I Viaggi del fare anima
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