Attacco al sonno

Il capitalismo 24/7 allude ad una continuità senza freni, senza pause, senza attrito; una vita vissuta appunto 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Fa riferimento ad un presente paludoso e vacuo, un presente indifferenziato che, non potendo ospitare e rielaborare allusioni o tracce del passato, s’impantana nella costruzione immaginifica del futuro. “Il 24/7 è l’annuncio di un tempo senza divenire, sottratto a qualunque delimitazione concreta o riconoscibile, un tempo senza ritmo sequenziale o ricorrente. Nel suo carattere perentoriamente riduttivo, è la celebrazione di un presente allucinato, di un inalterabile permanenza fatta di operazioni incessanti, senza attrito. È una conseguenza della trasformazione della vita sociale in realtà tecnicamente manipolabile.”

Dai piccoli o grandi negozi sempre aperti, al bagliore interminabile di città tentacolari – un misto di illuminazione ad alta intensità e smog – , che fanno da contrasto all’oscurità necessaria del riposo fisiologico; dalla possibilità di rimanere sempre connessi ad un dispositivo elettronico – che è diventato, in pratica, una specie di protesi irrinunciabile –, al fatto che, oramai, seppur risulta naturalmente impossibile lavorare, fare acquisti, chattare, bloggare, consumare immagini per una durata 24/7, non esiste oggi alcun momento, luogo o situazione in cui non sia possibile fare tutto questo. Ecco perché si può affermare con certezza che “è in corso un attacco inesorabile da parte del tempo 24/7 contro ogni aspetto della vita sociale e individuale”.

Leggi tutto in https://ilconformistaonline.wordpress.com/2018/05/11/il-sonno-ultima-enclave-di-un-mondo-24-7/

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La luce blu

A Mansfield (Regno Unito), l’angolo dello shopping arcade dove si agglomeravano i teppisti adolescenti a sbevacchiare e insultare, è stato fornito di illuminazione a luce rosa – che esalta i brufoli dell’acne; unita  alla diffusione di musica classica strumentale, che i giovanissimi aborrono, ha il potere di respingerli infallibilmente.  Nottingham ha illuminato a luce rosa due sottopassi che erano diventati il covo permanente di due bande giovanili,  e quei parassiti sono scomparsi, rendendo i sottopassi di nuovo sicuri.

Geniale l’illuminazione a luce blu nelle toilettes pubbliche:  rende impossibile ai tossicodipendenti usarle per iniettarsi la dose, dato che non riescono a vedersi le vene.

 

WC a luce blu contro i drogati.

 

La città di Glasgow ha cambiato l’illuminazione delle strade adottando lampioni a luce blu, con l’intenzione  iniziale apparire più chic: con e si è accorta che l’effetto è stata una riduzione impressionante” della piccola criminalità.  La città giapponese di Nara ha adottato le stesse luci blu ottenendo lo stesso risultato; un  sottopasso di una tangenziale di Tokio, illuminato a luce blu, ha visto ridursi gli incidenti d’auto.  La stazione Gumyoji di Yokohama era sinistramente famosa per il numero di suicidi che si gettavano sotto il treno  saltando dalla piattaforma, con  deplorevole danno della regolarità del servizio; dall’adozione di  luci blu, nessun suicidio è più avvenuto.

estratto da https://www.maurizioblondet.it/arredo-urbano-ostile-lera-plutocratica/

Menzogne

E quando le loro sedicenti élites ci vengono a dire in maniera sfacciata: “ Ma no, è solo un’impressione, voi non state realmente soffrendo, voi agonizzate a torto, vedrete che ben presto tutto andrà molto meglio, vi stiamo conducendo verso un avvenire radioso e coloro che affermano il contrario sono dei populisti”, i popoli che invece toccano con mano il contrario cominciano a chiedersi con insistenza: “Ma per quale motivo ci stano mentendo, perché mai continuano a prenderci per dei cretini?”

Da questo a porsi la buona domanda: “A chi giova il crimine?” non c’è che un solo passo. Alcuni stati hanno già passato questo limite ed hanno fatto rinascere le frontiere.

La Menzogna minacciata resiste: “Non fate questo sciagurati: così andate incontro alla povertà! La libera circolazione di tutto e di tutti è la condizione essenziale per la prosperità!”

Ma i popoli insolenti non tarderanno a rispondere: “Sì la prosperità ma di chi? Tutto quello che noi riusciamo a vedere è la libera circolazione delle guerre che noi non vogliamo assolutamente e che ci sono del tutto estranee. Questo vuol dire per noi posti di lavoro perduti a causa della delocalizzazione e che sicuramente a voi risultano molto più economici, ed anche salari spinti drasticamente in caduta verso il basso a causa della concorrenza dei migranti clandestini e dai lavoratori distaccati. Ma vuol anche dire la nostra previdenza sociale, nata dalla solidarietà nazionale, amputata a beneficio di chi non versa contributi e minata dalla riduzione delle risorse a disposizione degli istituti mutualistico previdenziali. E poi ci sono anche i nostri figli ed anche i nostri migliori cervelli che scappano all’estero alla ricerca di impieghi qualificati che il loro paese non può più offrigli. E tutto ciò a vantaggio di chi?”

Julius Muzart

estratto da http://www.maurizioblondet.it/sua-maesta-la-menzogna/

Pensando al bene comune

La politica non deve sottomettersi all’economia e questa non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della tecnocrazia. Oggi, pensando al bene comune, abbiamo bisogno in modo ineludibile che la politica e l’economia, in dialogo, si pongano decisamente al servizio della vita, specialmente della vita umana. Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove
crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura.

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

Link

La vicenda di Las Vegas ha il grande merito di stimolare due riflessioni riguardo all’acqua, specie in relazione al rapporto di sostanziale indifferenza che abbiamo nei suoi confronti: come ha scritto Benjamin Franklin, è solo quando troviamo il pozzo asciutto che ci rendiamo conto della preziosità dell’acqua.

http://www.lintellettualedissidente.it/las-vegas-la-citta-degli-sprechi/