Nomina Numina

Nomina numina si usava dire: i nomi sono numi, le parole sono divinità. Sono cioè modi di determinazione, sono l’essenza delle cose; e, per una mente non ancora abituata alla visione razionale, sono le cose stesse. Inversamente, le cose esistono solo quando hanno un nome. Il mondo esiste come molteplicità, come realtà obiettiva altra da noi soltanto quando un nome distingue la stessa cosa da noi e dalle altre infinite, e la fa essere fuori dalla informe indistinzione.(1)

E’ stato facile per “i padroni del discorso” giocare su questo con le etichette destra/sinistra e attribuire a loro piacere all’uno o all’altro dei contendenti le qualità desiderate per manipolare l’elettorato.

Poi è arrivato il Movimento 5 stelle e il gioco non è più stato possibile.

Adesso ci sono le elezioni europee dove, sia pur proposti dai partiti, ciascuno corre da solo e, appena eletto, deve obbligatoriamente scegliersi il gruppo di appartenenza (2).

Questo sarebbe già un buon motivo per non astenersi.


1- http://www.culingtec.uni-leipzig.de/SILFI2000/abstracts/papers/Galvagno_co045.html

2- https://bondenocom.wordpress.com/2019/05/06/per-cosa-si-vota-il-26-maggio/

4 pensieri su “Nomina Numina

  1. I protagonisti sono coloro i quali concepiscono il proprio paese come essenzialmente capace di farsi carico del proprio destino e delle proprie sorti, che non si vergogna di sé, della propria cultura, delle proprie capacità e scelte. Queste classi dirigenti sanno di avere innanzitutto un dovere nei confronti della propria popolazione, e poi possono giocare all’esterno a seconda della bisogna, ruoli più o meno concilianti, ma sempre tenendo ferme le priorità.
    Le vittime sacrificali sono invece quei paesi le cui classi dirigenti si pensano ad essi estranei, ritenendo il paese stesso essenzialmente irrecuperabile. Come le classi dirigenti di molti paesi africani, così anche quelle italiane, hanno ritenuto che il loro popolo fosse incorreggibile, irredimibile, e che l’unica salvezza stesse nel delegare ad altri la sorveglianza, riservando peraltro a sé stessi una posizione di privilegio personale, come ufficiali di collegamento e garanti all’interno di poteri esteri.
    Nel mondo reale, con le sue dinamiche competitive, le sorti dei paesi che si leggono come protagonisti e di quelli che si pensano come vittime tendono e tenderanno a divergere sempre di più, perché gli scambi tra i primi e i secondi sono sempre scambi ineguali, che amplificano la forbice economico-produttiva.
    L’autorazzismo delle classi dirigenti di un paese è perciò la premessa del suo naufragio.
    https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=61957

  2. Se il progetto europeo si è arenato sul terreno geopolitico ed economico, è però sul piano etico-morale che ancora esercita una innegabile forza di attrazione, specie per le generazioni più giovani. Per i più giovani il progetto europeo è l’Erasmus, un grande spazio senza confini da attraversare con voli low-cost; è la possibilità di affrancarsi dallo stato nazionale, simbolo di chiusura nazionalistica, di xenofobia, di repressione culturale; è il sogno di fondersi in un demos cosmopolita che comunica in inglese, che pratica il multiculturalismo, che si batte per i diritti civili delle minoranze e la valorizzazione di ogni identità, sia essa di genere, di etnia, di religione, etc. Ma da tanti “io” divisi potrà mai nascere un “Noi”?
    Federico Stoppa
    https://ilconformistaonline.wordpress.com/2019/05/17/se-il-progetto-europeo-non-genera-solidarieta/

  3. L’ intento di Agcom è di prosciugare la palude dell’ odio. Sottoscrivo. C’ è un problema. I sentimenti non possono essere reati. Dunque nemmeno puniti da un organo dello Stato di diritto.

    Ed ecco allora la trovata: i sentimenti no, ma il linguaggio sì. D’ accordo: le parole sono importanti. La questione è stabilire quali espressioni siano avvelenamento dei pozzi, e chi abbia tale autorità. Non basta chiamarsi Autorità per esserlo. Ci sono campi, come quello della libertà di parola, che sono materia immane. Si finisce per bruciare i libri.

    Nel nostro caso, non esiste legge, e nemmeno potrebbe esistere, che assegni a questi signori dell’ Agcom un simile potere sulla mente e sulla lingua. Tra l’ altro, costoro – sia detto con il massimo rispetto – non li conosce nessuno fuori dal loro giro. In questo caso, al di là della provenienza politica, si appalesano come la dependance operativa della cultura progressista italiana, a sua volta serva dei quartieri alti di New York e di Parigi. Brave persone. Dio ci guardi dalle brave persone, il cui scopo è come sempre altamente educativo.
    estratto da https://www.maurizioblondet.it/questa-e-dittatura-vera-dovro-chiudere/

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