La società livida

Dall’America, insieme a mille altre sciocchezze, abbiamo importato i contratti matrimoniali, le minuziose descrizioni di ciò che si può e non si può fare in coppia, diritti, doveri, i rapporti economici come principale campo di battaglia, poi il sesso, la custodia e il mantenimento dei figli, a numero programmato sotto pena di risarcimento e, sul medesimo piano, gli animali domestici. Una vita ridotta a assemblea permanente con tutor, avvocati, consulenti, moduli burocratici e esperti di sostegno, i sentimenti relegati nella partita doppia, i figli a me dalle 8 alle 12, poi a te per due ore, le scarpe a mio carico, la scuola a te, per me il calcetto del mercoledì, a te il collettivo con le compagne il sabato, baby sitter a mio carico, il dog sitter lo paghi tu, se resti incinta aborto libero, nel capitolato non è previsto il secondo figlio, paga lo Stato, il ticket per fortuna è detraibile. Il trionfo del mercante in un deserto senza oasi.

Il risultato è la fine del matrimonio e il trionfo del rapporto occasionale, la pulsione al posto dei sentimenti, l’attimo in luogo del progetto a lungo termine, l’universo “liquido” di relazioni brevi, basate sul piacere (proprio) e tutte le forme di interesse: un mercato indegno dell’essere umano. Il neo femminismo si è trasformato in religione settaria con una forte dimensione messianica.  Hanno raggiunto la verità assoluta, dividono il mondo tra amici e nemici da distruggere, dietro il velo sempre più impalpabile della tolleranza emerge il totalitarismo, l’odio iracondo per l’uomo, l’altro/a, per chi osa non essere conforme. Lo scritto della Cirinnà è rivelatore: è “vita de merda” – anche l’ortografia ha regole nuove, non eteropatriarcali – tutto ciò che non si piega al modello settario. E’ un miscuglio indigeribile di nazismo (la nuova razza superiore tutta al femminile) e di veterocomunismo (le leggi ad hoc, nuove burocrazie al servizio dell’ideologia, la pulsione a omologare, schiacciare, il divieto del dissenso).

Ogni gesto, sguardo, azione, intento deve essere analizzato, scrutato, sottoposto a giudizio da parte di nuove burocrazie, tribunali del pensiero che confermano la vera natura del fenomeno, un po’ nazi, un po’ giacobino, il resto neocomunista: inquisizione, delazione più gogna sulle reti sociali e, quando necessario, aggressione fisica, disprezzo intellettuale, emarginazione. Un mondo fatto di sfiducia reciproca con una vittima e un carnefice designato a priori il cui destino è l’alternativa tra essere riconfigurato o condannato preventivamente. Risorge la fisiognomica criminale di Lombroso in versione anti maschile, nuovi pregiudizi al posto di quelli vecchi, bella emancipazione, splendido esercizio di libertà, democrazia, tolleranza dell’ideologia progressista.

Nel corso del carnevale, in alcuni paesi è stato esplicitamente vietato, con tanto di pesanti sanzioni, lo scherzo, la battuta scherzosa, in quanto sessista oppure omofoba o, Dio non voglia, razzista e maschilista. Strano solo in apparenza il divario tra il femminismo, sempre buono e giusto, e il maschilismo. Il giudizio è contenuto nelle parole, come insegna il politicamente corretto, scissione della realtà dai termini che la esprimono per caricarla del contenuto etico voluto. La censura non cambia, mutano solo i bersagli.

Dicevamo che il nuovo femminismo è il filo che collega una serie di totem postmoderni. Il loro punto di congiunzione è l’idea comune sull’aborto. Banalizzato come meccanica espulsione di cellule indesiderate dal corpo della donna, in cui si sarebbero introdotte abusivamente (??) per colpa dell’animale maschio, il rigetto della gravidanza indesiderata si è trasformato in rifiuto complessivo della maternità. Gruppi di donne autonominate “child free” sono ostili alla prospettiva di essere madri. Certo, è faticoso portare in grembo un figlio per nove mesi, partorire comporta dolore e dei rischi, poi il bimbo (o la bimba, bisogna stare attenti a non macchiarsi di maschilismo grammaticale) nasce e bisogna accudirlo, crescerlo, educarlo. Per questo reclamano più Stato, a spese altrui, per scaricare responsabilità e disagi tra esperti, figure professionali in camice bianco, consultori, personale “di sostegno”.

https://www.maurizioblondet.it/neofemminismo-il-colore-del-rancore/

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2 pensieri su “La società livida

  1. Le generazioni più anziane ricordano meglio, comprendono e sentono il significato di quello che è in gioco, di quello che sta per essere perso, di quello che sta arrivando. Hanno più strumenti per cogliere la gravità dell’avvicinarsi del totalitarismo rispetto sia alla parte di popolazione fatta da giovani istruiti, che sperano ancora che ci sarà un posto per loro, sia agli intellettuali (compresi i cosiddetti “rivoluzionari di professione”) che da tempo hanno smesso di essere motivati da qualsiasi cosa tranne il loro smisurato ego, direttamente proporzionale all’insignificanza della loro produzione intellettuale.

    http://vocidallestero.it/2019/03/11/linizio-di-una-stalingrado-sociale-in-europa-i-gilet-gialli-contro-limpero-totalitario-delle-finanze/

  2. Leggo che Meghan Markle, ex attricetta e ora Duchessa del Sussex, subornato convenientemente il proprio consorte minus habens, sta preparando per *l* nascitur* una nursery gender-free. La catastrofe dell’aristocrazia inglese è nell’aria da tempo. Avremo un potenziale pretendente al trono in baffetti e gonnellina di organza rosa? O una maschietta in tuta blu? E perché no. Diana Spencer fu uccisa dai servizi segreti poiché aspettava un baby anglo-musulmano! Ma mi faccia il piacere! E ora? Nessun incidente per la duchessina di Los Angeles? I complottari non capiscono nulla. Come sarà quest* bimb*? Maschia, femmino, altr*? Pervinca, verde, giallino? Né rosa né blu nella cameretta, anzitutto, poiché colori genderizzanti. Ovviamente le tinte saranno completamente naturali poiché la duchessa è pure fervente ambientalista. I doni li possiede tutti: negra, donna, ambientalista, antigenderizzante; chissà, magari vanta trascorsi da lesbica e ha pure qualche quarto di sangue proibito. Non lo escluderei. I tocchi e i ritocchi al personaggio sono un marchio di fabbrica del potere. Il potere dapprima imbonisce i gonzi con un personaggio a pois, quindi lo trasforma progressivamente, sotto gli occhi di tutti, sino a pervertirlo nell’esatto contrario, magari a strisce: il gonzo ora applaude le strisce col medesimo fervore con cui acclamava i pallini: non si è accorto di nulla. Trucchi vecchi e arrugginiti, ma con i belinoni funzionano sempre.
    https://alcesteilblog.blogspot.com/2019/03/limpero-delle-luci.htm

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