Christopher Lasch

Anche se il premier Giuseppe Conte non lo ha citato esplicitamente, l’opposizione tra “popolo” ed “élite” che il governo giallo-verde e i suoi rappresentanti  hanno ormai inserito nella dialettica politica proviene dalla sfida teorica di Christopher Lasch (1932-1994).

Lo studioso statunitense se ne occupò agli inizi degli anni Novanta individuando, in alternativa all’ideologia progressista, ciò che identifica il populismo: produzionismo, difesa della professionalità in pericolo, timore dell’erosione delle competenze artigiane di fronte al progredire della divisione del lavoro, opposizione alla struttura della finanza moderna, forte senso di identità locale. Secondo Lasch l’etica dei populisti non è né liberale né piccolo-borghese, ma anticapitalistica. A suo avviso l’uomo contemporaneo aveva bisogno di recuperare due categorie essenziali per un retto realismo morale: lasperanza e la memoria. La memoria è quella che consente di rinnovare i miti fondatori del passato; la speranza è fede nella vita piuttosto che nel progresso. Il realismo morale “dissolve” nell’uomo la sua illusione di autosufficienza e gli rammenta i limiti della condizione umana.

Infine, secondo Lasch, il futuro della democrazia è condizionato dal fattore populismo: se non si rimette al centro del dibattito il tema della disparità sociale si resterà ancorati al liberalismo classico, insufficiente a dare risposte mentre nei cittadini è necessario sollecitare la crescita di una “responsabilità civica” per renderli partecipi della vita pubblica.

A questo substrato teorico attingono molte delle idee agitate dal M5S e dalla Lega, pur se in modo a volte abborracciato e demagogico. Ma non vi è dubbio che l’incapacità della sinistra di confrontarsi con queste istanze, con quello che si potrebbe definire come “populismo buono”, rappresenta di sicuro una delle cause dell’insuccesso della visione progressista in Italia. Se si dovesse continuare a negare legittimità a queste idee, magari identificandole col fascismo che aveva altri connotati ideologici (si pensi all’idea rivoluzionaria dell’uomo nuovo, alla nazionalizzazione delle masse e al modernismo reazionario) si andrebbe dritti verso una radicalizzazione dei conflitti già esistenti. Infatti, come avverte Alain de Benoist, quando emerge il populismo si è già in presenza di una crisi di legittimità politica che mina il sistema di rappresentanza. Le élite hanno già fallito quando il populismo convince il “popolo sovrano” e gli addita i nuovi nemici: il mercato, il denaro, lo Stato terapeuta, la morale relativista. Occorre allora accettare il confronto, all’interno di una idea davvero pluralista della democrazia, e non demonizzare o deridere questo background, pena l’impoverimento della democrazia stessa, che ci riguarda tutti e da vicino.

https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=60637

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2 thoughts on “Christopher Lasch

  1. La reazione – di certi ambienti che fanno del relativismo la loro bandiera – è stata violentissima. È partita un’accanita raffica di insulti, offese, anche personali, minacce (che saranno portate all’attenzione degli uffici competenti). I social hanno amplificato la portata di questa azione, da taluni condotta a tavolino. Viviamo in tempi strani. La furia di certa ideologia relativistica travalica i confini della realtà, arrivando anche a mettere in dubbio alcune lampanti evidenze, che trovano pieno riscontro nella nostra Costituzione. «La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio», recita l’articolo 29, che sarà il principio azione da ministro.
    Lorenzo Fontana, Ministro della Famiglia

  2. di Luciano Lago Da vari segnali si capiva che non poteva essere altrimenti: l’ascesa delle forze populiste e sovraniste in Europa doveva provocare prima o poi una reazione delle centrali mondialiste che non vogliono subire ritardi o battute d’arresto nel processo di smantellamento degli Stati nazionali ed imposizione della società aperta e multiculturale. Ecco quindi che sta iniziando la prima controffensiva: quella di sospingere quanti più migranti sia possibile sulle coste italiane per dimostrare l’incapacità dei governo sovranisti di arginare il fenomeno. Sono mobilitate tutte le ONG a libro paga o collegate alle centrali mondialiste come la Open Society di Soros o la Avaz, quella della propaganda mediatica globalista, per procedere al richiamo in mare, sotto costa libica, di quanti più migranti possibile con un lauto compenso assicurato ai guardiani delle mafie dei trafficanti in modo che si adoperino per imbarcarne quanti più possibile. Ci penseranno poi le ONG a prenderli a bordo e traghettarli verso le coste italiane se qualcuno non le bloccherà. Tutto l’apparato mediatico europeo, strettamente controllato dalle centrali mondialiste (da Repubblica a Le Monde ) si è mobilitato per sottolineare l’aspetto “umanitario” dell’accoglienza e per mettere sotto accusa il comportamento del governo che non si adatta ad accogliere tutti i migranti trasbordati dalle ONG, come veniva abitualmente fatto dai governi della sinistra mondialista, rischiando di interrompere il lucroso traffico di migranti sulle coste italiane. Il problema delle migrazioni ha assunto da tempo una dimensione internazionale ed è al centro della politica europea e questo spiega la massiccia campagna di “persuasione” intrapresa dalle centrali mondialiste. Non poteva mancare anche l’ONU, come massimo organismo mondialista che ha come suo obiettivo manifesto quello di fomentare le migrazioni di massa al fine di distruggere gli Stati Nazionali e pilotare verso un Nuovo Ordine Mondiale. In pratica per alterare l’ethos delle civilizzazioni e delle patrie nazionali. Questo obiettivo, che in precedenza si teneva occultato, adesso si manifesta pubblicamente attraverso le dichiarazioni ufficiali di alti e qualificati suoi rappresentanti. Di fatto questi personaggi attaccano le intenzioni manifestate da presidenti e statisti come Orban in Ungheria ed adesso Salvini in Italia di voler arginare il fenomeno delle migrazioni per favorire la preservazione di una identità nazionale e concentrare le risorse disponibili prioritariamente a favore dei propri cittadini che vivono in condizioni disagiate prima di pensare a tutti i migranti economici che vogliono accedere alle coste dell’Europa nell’illusione di un “Eden” per tutti. Illusione alimentata dalla propaganda delle ONG presso le popolazioni africane per incrementare i trasferimenti.
    https://www.controinformazione.info/parte-la-campagna-delle-oligarchie-mondialiste-per-imporre-le-migrazioni-lonu-in-prima-fila/

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