Senza parole

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Il credito sociale

Al posto dell’onestà  insegnata un tempo dai genitori, “l’automatizzazione di un apparato di sorveglianza sistematica  come la descrive Alessio Girola, un laureato in filosofia che risponde al futurologo Fait che vorrebbe applicare il metodo cinese al Trentino-Alto Adige.

Girola ricorda che “Gli algoritmi sono progettati da esseri umani (o da altri algoritmi) che vi implementano, consapevolmente o meno, certi valori e bias (pregiudizi)  che possono andare a penalizzare determinate categorie”.  Ma è una tipica superstizione della post-modernità tecnologica,   credere che ciò che è “fatto a macchina” è più oggettivo e  infallibile  del giudizio umano.

Insomma ci siamo liberati dai pregiudizi delle vecchie zie  giudicatrici  per   metterci, e volentieri,    sotto i pregiudizi del sistema politicamente corretto.

Pensate solo alla visione dei grillini, ai quali  “ la segretezza sembra automaticamente sinonimo di criminalità, mentre  al contrario un certo grado di privacy è il fondamento imprescindibile dell’autonomia personale”;

“Socialmente e politicamente, anche forme positive di dissenso e protesta potrebbero venire scoraggiate attraverso la stigmatizzazione sociale e l’ostracismo, arrivando finanche a forme automatizzate di diffamazione pubblica. Piuttosto che creare una reale coesione sociale, si verrebbe a creare una società di guardiani e vigili.

(Seguire una religione illegale, -50 punti).

Ed ecco il punto centrale, ossia politico:

“Chi avrebbe la legittimità di decidere il modo in cui questo sistema debba essere progettato? Chi sarebbe responsabile per eventuali discriminazioni sistematiche esercitate dal sistema,?”. Il filosofo sottolinea “ l’asimmetria di potere tra comuni cittadini e compagnie o governi. Un cittadino è molto più vulnerabile ad abusi di potere, al rischio di ritorsione pubblica e diffamazione se falsamente accusato, che non qualcuno in una posizione più elevata”.

http://www.ildolomiti.it/societa/2018/sistema-di-credito-sociale-in-trentino-tra-bisogno-di-sicurezza-e-rischio-di

Il carattere americano

Il sociologo David Riesman (The Lonely Crowd del 1950; La folla solitaria) evidenziò un tratto rilevante della personalità americana, coniando un termine di successo: Other orientedness, etero orientamento. Gli Americani cioè hanno la tendenza ad assumere i ruoli che pensano gli altri si debbano aspettare da loro. È vero. In altre parole essi sono sempre “in posa”, sempre intenti a comunicare una certa voluta impressione di loro stessi. Così non sono mai spontanei, e anche sono formalisti, conformisti e moralisti. Il concetto di other orientedness non va confuso con l’estroversione. Gli Americani non sono affatto estroversi; al contrario sono tetri, proprio come i Puritani storici. Sembrano gioviali perché ridono spesso, ma il loro è – come definiscono – giusto un commercial smile (sorriso commerciale). Non sono gioviali. Del resto, l’other orientedness rende gli Americani degli attori naturali eccezionali: ecco perché Hollywood è negli USA.
Dal punto di vista intellettuale c’è da dire che gli Americani hanno una intelligenza ben oltre di quanto non venga loro generalmente riconosciuto. Ciò è perché non viene capita la logica nella quale si muovono. Però è una intelligenza di tipo superficiale, che rifugge alle analisi approfondite della realtà, il che spiega la singolare assenza nella storia americana di grandi filosofi, romanzieri, artisti, pensatori in genere. Inoltre gli Americani sono eccezionalmente astuti.”

Da Divi di Stato. Il controllo politico su Hollywood, di John Kleeves, pp. 21-22.

leggi tutto su https://byebyeunclesam.wordpress.com/2018/04/13/il-carattere-americano/

Il grande gioco

Un altro inglese, Thomas Raikes, nel 1838 attirò l’attenzione sul pericolo della rapida crescita della potenza militare e navale russa, e pronosticò l’esplosione imminente di una guerra tra Gran Bretagna e Russia. A nutrire simili opinioni non erano solo gli inglesi. Un illustre osservatore francese, il marchese de Gustine, che nel 1839 fece un viaggio in Russia, tornò con pronostici analoghi circa le ambizioni di Pietroburgo. Nel suo La Russie en 1839, opera citata ancor oggi dai cremlinologi;  scrisse: «I russi vogliono conquistare e dominare la terra. Intendono impadronirsi con la forza delle armi dei paesi loro accessibili, e di là opprimere gli altri col terrore. L’ estensione del potere che essi sognano … se Dio gliela concede, sarà la sciagura del mondo ».
Peter Hopkirk, Il grande gioco, Adelphi, 1990

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Note:

https://terzapaginainfo.wordpress.com/2016/03/21/talassocrazie-contro-heartland/

https://terzapaginainfo.wordpress.com/2017/10/27/i-rimland/

http://federicodezzani.altervista.org/supremazia-inglese-come-il-secret-service-sta-conducendo-la-campagna-antirussa/

Falso, ma non troppo

aguzza la vista

Martina Carletti I commenti a questo screenshot esemplificano in modo cristallino la situazione drammatica che stiamo vivendo.
Non si riesce a:
– leggere un mittente correttamente;
– leggere correttamente ciò che scrive;
– interpretare il messaggio che contiene una evidente parodia del Di Maio;
– schiavi del proprio analfabetismo, i fans addirittura iniziano a lanciare insulti.
Intanto, però, mi pare chiaro che in molti dovranno ripartire dalle elementari.. Ciò è preoccupante, ed è un problema molto più grave di ogni altra questione politica.

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