Dei delitti e delle pene

Si cominciano a delineare alcuni tasselli relativi al pagamento del canone di abbonamento della televisione nella bolletta elettrica.
Adiconsum – l’associazione consumatori della Cisl – sottolinea che il nuovo impianto di riscossione è basato sul concetto di presunzione della detenzione di un apparecchio televisivo legato all’esistenza di un contratto di fornitura elettrica. «Tutti coloro che sono titolari di un’utenza elettrica sono ritenuti potenziali detentori di una tv e, pertanto, sono tenuti al pagamento dell’imposta – conferma la responsabile provinciale di Adiconsum Adele Chiara Cangini – Non pagherà chi non possiede un apparecchio televisivo, ha più di 75 anni e un reddito familiare annuo inferiore ai 6.713,98 euro lordi. Non paga nemmeno chi è proprietario di seconda casa, perché paga il canone sulla prima casa».
In attesa del decreto, l’Agenzia delle Entrate ha approvato intanto il modello di dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato.
«Una volta compilato, va spedito entro il 30 aprile 2016 per posta o entro il 10 maggio per via telematica. Il modulo – dice Cangini – è scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate ed è disponibile presso tutti gli uffici Adiconsum di Modena e provincia». L’associazione consumatori della Cisl informa che la dichiarazione di non possesso va presentata ogni anno entro il 31 gennaio. In caso di coniugi coabitanti nello stesso stato di famiglia~con più case ed eventualmente utenze intestate a entrambi, è necessario dichiarare che il canone sarà sull’utenza del coniuge mediante il modulo quadro B.
«Attenzione – conclude l’Adiconsum – la falsa dichiarazione è punita dal codice penale con due anni di reclusione».

http://www.sulpanaro.net/2016/04/canone-rai-in-bolletta-ecco-le-istruzioni-per-lesenzione/

La Corte d’ Appello di Venezia ha dimezzato la pena al bengalese, portandola a due anni e quattro mesi. I giudici lagunari hanno ricalcolato la pena partendo dal minimo edittale di cinque anni e riconoscendogli le attenuanti che non aveva ottenuto in primo grado. Come se in chi violenta una ragazzina ci siano anche delle attenuanti da considerare. Anzi come se non bastasse gli hanno perfino tolto la misura di sicurezza. In conclusione il bengalese si è fatto soltanto otto mesi di carcere dei quattro anni che erano stati previsti, ora è ai domiciliari e in virtù di quest’ultimo verdetto potrà presto tornare in libertà.
http://www.giornalenews.com/2016/04/09/padova-immigrato-stupra-17enne-disabile-grazie-ai-giudici-non-fara-un-giorno-di-carcere/

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