Arrangiarsi

No, la risposta degli italiani è che “se rubano loro, e così tanto, posso rubare anch’io, nel mio piccolo, s’intende”: nelle piccole aziende c’è quasi il gusto di “fottere” Monti. Si torna all’antico: cosa vuoi? Ecco i due prezzi, con o senza ricevuta. Ovvio che…

Nei luoghi di lavoro si sviluppa una sorta di piccola corruzione molto simile a quella che c’era in URSS: ho rubato questo, t’interessa? Anzi, te lo regalo: sarai tu a sdebitarti come preferirai.

Così inizia una catena di baratti – che è anche curiosa e provvida di significati antichi – che partono da un paio di gomme per auto e terminano con una cassetta d’uva, passando per una cestina di funghi, due sacchi di concime organico, una mola, una cesta di limoni, due contenitori in acciaio inox, tre sacchetti di melanzane congelate…

E’ incredibile come, in queste catene di S. Antonio, ciascuno si libera di qualcosa che ha prodotto o rubato – non fa differenza – nei confronti d’altri che assegnano, invece, un elevato valore d’uso all’oggetto: se hai due gomme di una Cinquecento (dimenticate, fottute, rubate, scambiate…) e non  hai l’automobile, meglio ricevere in cambio una mola cinese (dimenticata, fottuta, rubata, scambiata…)  che può tornare utile.

La morale è oramai un optional: di questo dobbiamo ringraziare Monti, e la sua insipienza nel dimenticare il ceto politico. Basta che votino, del resto non mi fotte un accidente, io metto a posto dei numeri, loro ne rubano altri…embè?

E’ curioso come, da un anno a questa parte, si siano moltiplicati questi comportamenti: dal professionista che non sgarrava una fattura ed oggi evade contento al commerciante che, se non fa parte di una catena, ti fa lo scontrino solo se non ti conosce.

I lavoratori dipendenti sono l’ultimo anello della catena – sarebbe stupido non riconoscerlo – però s’arrangiano anch’essi: devi imbiancare la casa? Quanto vuole l’imbianchino “ufficiale”? Ma sei matto!?! Vieni qui, senti a me…

– See more at: http://www.bondeno.com/2012/10/12/scialuppe-a-mare/#sthash.Z689szzj.dpuf

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4 thoughts on “Arrangiarsi

  1. Conformismo
    La fortuna di questa operazione di marketing mediatico e sociale non ha mai conosciuto crisi. Dall’Unità nazionale ad oggi vi si è coltivato un serbatoio di consensi a cui i potenti di turno hanno attinto per legittimare se stessi e i loro atti, anche e soprattutto i più osceni. Un serbatoio di consensi pregiati, perché espressione delle classi mediamente più colte e facoltose, le stesse che amano informarsi e dibattere, diffondere le opinioni e dare vita a movimenti, iniziative a supporto di un’idea e finanche scrivere libri. Non stupisce allora che i partiti politici e gli organi di informazione si contendano l’etichetta di moderati e l’attenzione di quel pubblico: perché i moderati sono la spina dorsale del potere, gli utili inconsapevoli sempre pronti a reggergli il gioco. Qualsiasi gioco.
    http://www.lolandesevolante.net/blog/2016/03/i-moderati-sive-de-grege/

  2. Il “Bel Paese” conferma invece la sua condizione letargica. In meno di cinque anni gli italiani hanno incassato l’espropriazione di un governo legittimo, una riforma delle pensioni lacrime e sangue, tasse a gogò, riduzione delle tutele sul lavoro, schiaffi dall’Europa. E poi tanti bei “conflitti d’interesse”, dispensati a piene dalle periferie al governo centrale, dalle Regioni a Roma. Ultimo episodio, quello della ministra dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, dimissionaria a seguito dell’inchiesta sugli impianti petroliferi Eni in Basilicata. Al centro della vicenda una conversazione in cui la Guidi ed il suo compagno Gianluca Gemelli parlano di un emendamento – bocciato nello “sblocca Italia” – da inserire di nuovo nella legge di stabilità. Un emendamento “nell’interesse di Total”, annotano gli investigatori, e che poi sarà approvato.

    Il vero dramma è che siamo all’assuefazione e alla letargia di massa. Con l’aggravante – come scriveva Giuseppe Prezzolini , nel suo “Codice della vita italiana” – che l’italiano ha un culto atavico per la furbizia e per quanti la praticano, a cominciare dai potenti. Ad essa l’italiano guarda con deferenza, pronto ad imparare la lezione. La rincorre, se ne fa scudo, ovunque sia possibile, pronto a dimenticarsi del corrotto di turno, magari invidiandolo un po’.

    Del resto, quando tutto si riduce a calcolo, a statistica, a “spread”, quando a prevalere è un individualismo straccione, senza richiami alti, senza destini comuni e condivisi, è facile che a farsi strada sia il liberi-tutti, con i risultati che vediamo.
    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=53679

  3. Non s’era placata ancora l’eco delle sparatorie e già qualcuno invocava: più Europa.
    Più Europa, ovvero più America, più Occidente, ovvero, se facciamo astrazione di tali nomi ingannatori, meno democrazia, più oligarchia, più controllo, più censura, più dispotismo economico, più povertà e disoccupazione, meno diritti e tutele (quelli veri), più diritti fuffa (siete pronti per l’omogenitorialità?) e, soprattutto più edonismo straccione per tutti: più pornografia, più sballo, più tablet e smartphone, più shottini, e meno istruzione (ah, che noia) … l’europeo ha da essere un Lucignolo sempre su di giri … coming soon: abolizione delle elezioni … ultimo inciampo (in attesa dell’evento si celebrano percentuali di elettori in picchiata).
    http://pauperclass.myblog.it/2015/11/20/il-potere-avanza-false-flag-o-alceste/

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