I padri

1978/79: l’ultimo spettacolo di Teatro Canzone degli anni Settanta di Gaber, “Polli di allevamento”, è il più feroce di tutti. Il più contestato, il più (all’apparenza) disilluso. 181 repliche concluse a volte anche tra fischi e lanci di monete. Per prese di posizione che spesso risultano violente ed inappellabili. Dopo aver fatto un parallelo a molti indigesto tra “I padri miei” di un passato dove !a dirittura morale delle persone aveva ancora senso ed “I padri tuoi” specchio di un presente fatto di lassismo. Dopo aver indagato sui meccanismi dell’amare oltre gli stereotipi romantici. Dopo aver denunciato l’escalation della violenza in una società già immersa nei cosiddetti “anni di piombo”. Dopo aver inveito contro coloro che non si accorgevano di come il Paese si era ridotto. Dopo aver cantato di una gioventù vuota, “polli di allevamento” sempre più uniformati al consumo. Dopo aver gridato la finale, violenta, definitiva “Quando è moda è moda”.
Gli anni Settanta di Gaber andavano insomma chiudendosi fra le polemiche. In uno spettacolo che però – riascoltato ora – smaschera limiti e disvalori anche della nostra società.
E forse anche oggi, come diceva Gaber allora, basterebbe una parola per cambiare le cose. Un segno, per un percorso nuovo: che egli si sarebbe ostinato a cercare nel suo teatro degli anni a venire.

Giorgio Gaber muore a 63 anni l’1 gennaio 2003

Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 2.100 volte nel 2015. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 35 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Apocalissi

Tutte le religioni hanno un capitolo dedicato alla fine dei tempi e la battaglia finale. I cristiani, così come gli ebrei e i musulmani, associano gli eventi del ciclo con la grande guerra. Inoltre, invariabilmente tutte e tre le religioni descrivono il Vicino Oriente come il luogo della grande guerra, come il campo di Armageddon e i territori confinanti. Per i musulmani a Damasco, la grande moschea degli Omayyadi è considerata il luogo dove la seconda venuta di Cristo si terrà. Così la guerra in Siria possiede anche un senso escatologico. Dopo tutto la Siria è una parte della cosiddetta Terrasanta, dove il Salvatore ha fatto il suo ingresso nel mondo. Anche per gli ebrei, in attesa dell’arrivo imminente di Moshiach, l’escalation della violenza in aree critiche per l’esistenza di Israele, ha un significato escatologico. Tra i protestanti nordamericani, i cosiddetti “dispensazionalisti” considerano l’ultima battaglia come l’invasione di Gogh, l’esercito del Nord Gogh (inteso come la Russia), della terra santa. Infine, i monaci del Monte Athos e i santi greci, come san Cosma Aeolian [1] o padre Paisios del Monte Athos, hanno ripetutamente predetto l’attacco delle truppe russe e il crollo di Costantinopoli e della Turchia. Sant’ Arsenios di Cappadocia in Faras aveva predetto ai fedeli la perdita della loro patria, che però verrà riacquistata: “Giungeranno truppe straniere, crederanno in Cristo, non conosceranno la nostra lingua… Chiederanno: dov’è la città?” [ 2]. Una profezia che fa riferimento all’esercito russo in avvicinamento a Costantinopoli. In una delle conversazioni padre Paisios ha detto: ” – so che la Turchia crollerà. Ci sarà una guerra tra due anni e mezzo. E sarà vittoriosa per noi ortodossi. – Geronzio, possiamo tollerare danni durante la guerra? – ehi, tutt’al più prenderà per sé una o due isole, ma ci restituirà Costantinopoli. Vedrai, vedrai!” [3]

Note
[1] Zoitakis A. Life and prophecies of Cosmas Aeolian, 2007
[2] Χριστόδουλος Αγιορείτης, ιερομοναχος. Σκέυος Εκλογής. Άγιον Όρος, 1996.
[3] Zoitakis A. Father Paisius told me…, 2003
http://katehon.com/…/principles-and-strategy-coming-war-par…

estratto da http://www.rinascita.net/1160/dughin-verso-una-grande-guerra

La Buona Scuola, dove studiare non è più “cool”

Sul rapporto tra cultura umanistica e democrazia vedi M. Nussbaum, Non per profitto, Il Mulino, 2013

il Conformista

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Si sono spenti i riflettori sulla “Buona Scuola”. I dibattiti politici, spesso infuocati, che hanno caratterizzato la gestazione di una riforma così importante non hanno lasciato echi nelle orecchie dei più. Forse perché ci siamo abituati: da almeno quindici anni i governi che si avvicendano al potere cambiano le regole del gioco, scaricando sulla scuola un diluvio di norme. Così diverse, ma in realtà così simili: la direzione è quella di rendere la scuola pubblica più autonoma, più meritocratica, più digitale, più vicina al mondo del lavoro, meno dipendente dai finanziamenti pubblici e più accogliente verso quelli privati.

Il confine tra scuola e azienda si fa sempre più sfumato. L’autonomia degli istituti viene rafforzata con la figura del preside-manager, che ha la potestà di chiamare direttamente gli insegnanti (presunti) migliori, disfacendosi dei (presunti) mediocri. La meritocrazia è introdotta premiando i docenti che contribuiscono al “miglioramento della propria scuola, al…

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Il maschio nei media

Il maschio normale, patriarcale, capofamiglia è, perciò, nell’ordine: sessista, machista, stupratore, pedofilo, corrotto, retrogrado, losco, alcolizzato, reazionario, accentratore, pesante, antiabortista, illiberale, gaglioffo, profondamente stupido.
Se poteste annusarlo, inoltre, scoprireste che gli puzzano le ascelle.
Provare per credere.
Guardatevi una puntata di Law & Order, Alias, 24, Sex & The City, NCIS e minchiate affini.
Gli antagonisti del maschio sommenzionato sono, invece, la luce della purezza e della libertà: donne (sempre vittime, a meno che siano vendicatrici dei terribili torti), gay (tanti gay), bambinetti idioti, fenomeni da baraccone, minoranze razziali varie (solo quelle utili), ciccioni, handicappati, propugnatori del politicamente corretto, progressisti dei diritti fuffa oppure uomini eterosessuali che, però, si comportano come donne, gay et cetera (sono, infatti, maschi eterosessuali buoni, tanto buoni).

….

Il potere (che chiamo natoamericano perché ha lì la propria scaturigine, ma è in realtà universale) desidera tale novello Adamo: senza sesso, senza passioni, senza passato, senza odio, rivendicazioni, religioni e doppi fondi. Una pasta informe, senza capo né coda, priva di un prima e un dopo, eternamente esposta alla luce del controllo, eternamente spensierata, col muso nel trogolo delle scemenze più crasse, devitalizzata, e felice, di quella felicità insulsa e falsa che vediamo dipinta sulla faccia dei coglioni allo smartphone.

estratto da http://pauperclass.myblog.it/2015/12/18/lotta-vile-maschio-dove-vai-alceste/

Caramelle

Citazione

Un grande uomo politico , il bavarese Franz-Josef Strauss , manifestò il suo pensiero sull’Europa comunitaria con una affermazione lapidaria e tagliente : “I dieci comandamenti contengono 279 parole, la Dichiarazione americana d’indipendenza 300 e le disposizioni della Comunità Europea sull’importazione di caramelle esattamente 25.911.

Gli idraulici del deserto

il logo serigrafato dell’idraulico potrebbe essere anche un segno di riconoscimento nel caos di una guerra caotica e su molti livelli: come dire ehi, siamo amici, non vedete da dove arriva il pick-up? Meglio che la croce rossa.

Il simplicissimus

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Forse qualcuno l’ha già vista la foto del famoso Pick-up venduto in Texas da un idraulico di nome Mark Oberholtzer e passato poi attraverso la Turchia per finire direttamente in mano all’Isis, come testimoniano le carte dei vari passaggi.  L’ennesimo indizio del “lavoro”di Ankara nell’appoggio diretto al Califfato e del ruolo ambivalente degli Usa  riguardo al Daesh. Ma l’indizio vero e più inquietante non consiste tanto nella presenza  del mezzo, opportunamente arricchito con una mitragliatrice, (gadget che certo deve essere motivo di invidia per molti texani), ma per il fatto che nessuno si sia curato di cancellare il nome e il numero di telefono dell’idraulico che campeggia allegramente sulla portiera.

Questo significa molte cose: innanzitutto che qualcuno agisce con sfacciato senso di impunità storica ritenendo di poter controllare l’informazione sia alla fonte che tra i media destinatari in maniera così pervasiva da evitare che quella scritta su una portiera, così come tante altre immagini imbarazzanti, possa mai…

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