Non è mai colpa delle stelle

“Il sistema migliore per evitare che un prigioniero fugga e’ fare in modo che non sappia mai di essere in prigione” .
Non cito la fonte perché è ancora oggi dubbia…
Questa comunque è la condizione odierna dell’umanità; una parte di essa (molto piccola) è consapevole di schiavizzare un’altra parte, molto più grande di umanità inconsapevole.
E questa parte di schiavi inconsapevoli, non ha percezione del fatto che lo stile di vita adottato, a sua volta alimenta la schiavitù di un’altra parte ancora più grossa di umanità che muore di fame e di sete e non solo in Africa o Sud America, ma anche nella stessa Europa dove la mortalità di ragazzi sotto i 14 anni per sete e’ altissimo.
La cosa che salta all’occhio, a chi ha ben chiaro questo meccanismo che ha connotazioni economiche e di profitto per accrescere il capitale, è che le varie lotte dei popoli non sono volte alla riconquista della libertà perché questo comporterebbe un’uscita dal sistema e una completa ribellione ad esso, proponendo modelli diversi, ma sono lotte per avere gabbie più confortevoli e catene più lunghe.

Leggi tutto su http://www.appelloalpopolo.it/?p=13086

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2 thoughts on “Non è mai colpa delle stelle

  1. La sinistra deve ripartire dalla rinnovata consapevolezza, per dirla con Eraclito, che “conflitto di tutte le cose è padre, di tutte le cose è re… gli uni fa schiavi gli altri liberi”. Se non si tiene fermo il principio che solo attraverso la dialettica conflittuale degli interessi si fa opposizione politica, si diviene subalterni a logiche d’interesse contrapposte alla proprie. In base a tale principio, è dovere di tutti i soggetti politici della sinistra ad ogni livello, sia esso sociale, politico o sindacale, iniziare un percorso di ricomposizione di tutti gli interessi in conflitto con il capitale. A sinistra si deve rompere con l’intero sistema di potere PD, smascherare e attaccare i suoi fiancheggiatori e suoi falsi oppositori e, infine, intraprendere una lotta senza quartiere contro l’egemonia culturale neoliberista, offrendo all’opinione pubblica e alle proprie classi di riferimento una rappresentazione “altra” della realtà e della prassi politica.
    http://contropiano.org/interventi/item/29189-politica-e-interesse-nel-conflitto-di-tutte-le-cose

  2. Ciò che accade in ambito UE rispetto alla Grecia, nel confronto tra i cultori dell’ideologia liberista rispetto alla gestione delle ricchezze pubbliche e private greche, costituisce la dimostrazione dell’impossibilità da parte dei tecnici e degli statisti, appartenenti alla stessa formazione liberista, di comprendere il prevalere dei diritti delle popolazioni e dei loro beni comuni su ogni gestione puramente contabile delle ricchezze: ovvero escludente il produttore.
    In altri termini, i capi e cultori delle democrazie liberali cancellano un passaggio storico di fondamentale importanza per comprendere il presente e le ragioni dei popoli che fanno la propria Storia: quello dell’espropriazione dei beni comuni, avvenuta (e perpetuata fino ai giorni nosti) ad opera dei più spregiudicati tra i rampolli delle borghesie occidentali, grazie all’occupazione dello Stato non più aristocratico.
    Non a caso Karl Marx riuscì a comprendere molto bene i percorsi che caratterizzarono le prime forme di accumulazine capitalistica: quella definita “originaria”, cui sono seguite altre forme, aventi tutte le medesime finalità.
    Questa esproriazione, avvenuta mediante la gestione speculativa della moneta (fondata sulle annesse e connesse politiche economiche liberiste a senso unico), ha privato lo Stato e la popolazione dell’autorità sul loro territorio. Gli strumenti adoperati da altri Stati “democratici” sono il FMI e la BCE, che rispondono a logiche bancarie, adatte per depredare le ricchezze di cui dispongono i “debitori”. In questo modo la banche che hanno avuto l’opportunità di prestare denaro possono essere risarcite e, quindi, possono compensare i grandi capitalisti che le rendono operative, permettendo loro di ingigantire le rendite finanziarie, grazie alle risorse estorte al popolo.
    Antonio Gaeta in http://www.nuovatlantide.org/la-funzione-dello-stato-popolare-europeo/

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