Parigi, intervallo con pecore

Proprio mentre in Italia si prepara una legge “contro” la libertà di stampa

Il simplicissimus

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Ieri, quando ho visto arrivare la Protezione civile nel teatro della resa dei conti parigina, ho tirato un respiro di sollievo.

Mi sono illusa che arrivasse, come dice il nome stesso, per proteggerci dalla cattiva informazione, dall’approssimazione, dall’ignoranza, dall’incompetenza. Invece per tutto il pomeriggio abbiamo subito primi piani di facce spaurite e interrogative “ma che ci faccio qui?” e al tempo stesso fiere dell’audacia di starsene ben protette dietro un cordone di polizia sonnolenta intenta ad immortalarsi con selfie a un km di distanza dalla tipografia o dall’èpicerie  coscher. Abbiamo sopportato l’onta di commentatori della tv di stato che aggiornavano i loro corrispondenti di quello che accadeva proprio là, dove erano stati inviati per darci conto degli eventi. Abbiamo sentito ripetere decine di volte i nomi delle due località, ogni volta sbagliati. Abbiamo passato ore davanti a un fermo immagine di quattro gatti della gendarmèrie…

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