Tesi di laurea

tracce455
Ogni tanto mi capita che qualcuno mi chieda una consulenza per la sua tesi di laurea (quella triennale), ma, ovviamente, non ha nessuna intenzione di modificare l’impostazione del suo diligente lavoro di copia e incolla.

Altrettanto ovviamente libri utili come questo diventano inutili visto che, comunque, in sede di laurea il candidato rimedia almeno 100; quindi adesso il libro in questione non si trova.

Giusto per darvene un’idea ne ho copiato la pag.148,  che riporta gli errori più comuni (scaricabile in PDF); ma sarebbe già buona che il candidato sapesse scrivere in un italiano grammaticalmente e sintatticamente corretto.

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Un pensiero su “Tesi di laurea

  1. Difetti più comuni nelle tesi di licenza o laurea e dottorato
    II tema di studio è troppo vasto e, di conseguenza, trattato superficial­mente.
    Il titolo è troppo lungo e/o non rispondente al contenuto reale del lavoro.
    I riferimenti bibliografici sono incompleti: non si avvertono criteri vali­di nella scelta delle opere.
    Non è precisato e «centrato» l’argomento della ricerca. Non si dà alcuna giustificazione dei limiti del proprio lavoro (per es., in rapporto ad altri precedenti).
    Non si chiariscono e giustificano i metodi, strumenti e modelli usati.
    II lavoro non appare organicamente strutturato e rivisto (ripetizioni, di­gressioni inutili, capitoli o sezioni tra loro scollegate…).
    Si travisa il pensiero dell’autore studiato, presentando citazioni fuori con­testo; o presentando come pensiero di un autore testi che lo stesso autore prende da altri.
    Non si avvertono criteri precisi nella scelta della documentazione: si met­tono insieme materiali che rispondono a impostazioni teoriche diverse; e si da lo stesso peso a opere critiche e a scritti di carattere divulgativo.
    Non sono documentate affermazioni o tesi centrali e si accumulano in­vece testi per illustrare aspetti secondari.
    Poco curata la dimensione critica, con susseguirsi di citazioni eterogenee.
    Viene usata documentazione di seconda mano (magari senza avvertir­lo), anche se sono disponibili le fonti originali.
    Lo stile è retorico e poco preciso.
    Riesce impossibile precisare se determinate affermazioni sono del redat­tore della tesi o dell’autore studiato o citato.
    Si usano criteri incoerenti nella elaborazione dell’apparato critico.
    Si fanno affermazioni generiche oppure puntuali e di rilievo, ma senza preoccuparsi di fondarle adeguatamente.
    Si ricavano dai dati o esperienze conclusioni non pertinenti.
    Non si prendono in considerazione le varie ipotesi o interpretazioni pos­sibili.
    Non si segnalano l’utilità del lavoro (supponendo che ci sia) e i possibili sviluppi.
    Non ci si è serviti del linguaggio tecnico (ove esista), né lo si è chiarito, ove occorra.
    Pag. 148

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