100 Pennsylvania Avenue

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Poi erano ideali alla cogliona fatti coi miti del ’63,
i due Giovanni e pace un po’ alla buona, Ramblas di Barcellona,
la prima crisi dura dentro in me…

Io credo che sappiamo che è diverso se le cose son state poi più avare,
le accetti, tiri avanti e non hai perso se sono differenti dal sognare
perchè non è uno scherzo sapere continuare.

Altri testi su: http://www.angolotesti.it/F/testi_canzoni_francesco_guccini_1655/testo_canzone_100,_pennsylvania_ave_42623.html
Tutto su Francesco Guccini: http://www.musictory.it/musica/Francesco+Guccini

La conversazione tipica

Perché alla gente non importa sapere la realtà. La gente vuole sentirsi confermata in quello che pensa che sia vero. Non gli importa sapere nient’altro.

Virginiamanda

– Eh, fa freddo là in Svezia vero?

– Uhm, veramente no, questo è un inverno anomalo, siamo sopra allo zero…

– Eh ma cosa mangi là in Svezia?

– Dipende da quello che c’è in offerta al supermercato, da quanta voglia ho di cucinare etc…

– Ma loro, gli svedesi, cos’è che mangiano?

– Mangiano tutto, solo che la frutta e la verdura sono importate e quindi care e senza sapore, direi che il piatto tipico è salmone e patate.

– E le polpette Ikea?

– Sì, anche le polpette Ikea, patate e salmone

– E gli stipendi sono tanto alti vero?

– Dipende dal settore, ma il costo della vita è più alto.

– Com’è il cambiamento tra poche ore di luce e qui tante ore di luce?

– Indifferente: qui le ore di luce le passo chiusa in casa a mangiare

– Hai imparato lo svedese?

–…

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L’asino e il maiale

maialPensando a loro (o meglio, all’area politica dalla quale si lasciano rappresentare) mi viene subito in mente la barzelletta del maiale e dell’asino. Il primo, pingue e felice, gozzovigliando nel proprio recinto sfotte continuamente il secondo, che se la passa male, lavora fino allo sfinimento e becca un sacco di bastonate. Un giorno però il ciuco, stufo delle prese in giro, all’ennesima canzonatura si rivolge all’altro con queste parole: “Eh però tu non mi sembri mica il maiale dell’anno scorso”. La storiella pare calzante, tanto più in quanto il Natale è prossimo. Se si provasse a trasferirla nella realtà il contesto sarebbe lo stesso, dunque due parti separate da un recinto, una delle quali in fondo non ha di che lamentarsi, ha il ventre satollo ma, dissociata com’è dalla realtà, ignora il triste futuro che l’attende, e l’altra che tira a campare tra tanti stenti, comunque capace di difendersi con orgoglio, ammonendo il maiale che c’è poco da stare allegri con una mannaia che t’aspetta.

Ora il problema è che l’anno sta finendo, ma l’unico cambiamento riguarderà il calendario, visto che il maiale è grasso ma la mannaia non ancora affilata. Ricorro ad una metafora (che io non venga accusato di auspicare una fine cruenta! Jamais!) per dire che forse, sebbene la conclusione della storia appaia ancora lontana, lo scranno del maiale vacilla e l’asino inizia ad alzare la testa. Rivolgo i miei auguri al secondo e non al primo, che non li merita né tantomeno è contento di riceverli.

Giovanni Muzii, ARS Abruzzo

Vuoti a rendere

Il titolo e lo spezzone sono tratti da un film cecoslovacco del 2007 (programmato stamattina alle 6.30 su RAI movie),  ma valgono ormai in tutto l’occidente, come dimostra questa dichiarazione di una insegnante francese:

« Mes élèves de 6e ignorent en général ce que signifie multiplier ou soustraire », par Mary, 60 ans, enseignante en SVT depuis 1978, Charentes-Maritime

«Lors de la première enquête PISA, il y a environ dix ans, on s’était dit, avec les collègues, que c’était exagéré, que cela ne correspondait pas à ce qu’on faisait. C’était une enquête anglo-saxonne, nous étions l’exception. Et puis j’ai regardé ce qui était demandé et j’ai vu que les questions étaient pertinentes. C’est une enquête qui nous interpelle. Ce qu’elle dit se vérifie au quotidien. J’ai bien sûr constaté une diminution des compétences de mes élèves.Par exemple, je suis très frappée de constater que mes 6e ne savent pas le sens des mots « horizontal » ou « vertical ». Ce n’est qu’un exemple mais ils manquent de vocabulaire et en général ignorent ce que signifie multiplier, soustraire. Et je ne parle pas de diviser… Ils sont très anxieux de savoir ce que « je veux » pour réponse. J’ai beaucoup de mal à les habituer à écrire leur idée afin qu’on en discute ensuite. Ils veulent tout apprendre par cœur et s’ils n’y arrivent pas (qui y arriverait ?) ils capitulent et basculent dans le « à quoi ça va me servir plus tard ? ». En effet, l’école ne s’occupe plus d’introduire du rêve et de la passion dans la tête des élèves. »

Liberamente sintetizzato: Mary, 60 anni insegna scienze dal 1978, al tempo della prima inchiesta PISA (l’equivalente dei nostri test INVALSI) pensava che la cosa non riguardasse la Francia poi si è accorta che le domande erano pertinenti e, il test ha confermato la sua esperienza quotidiana: i suoi allievi di prima superiore non sanno il significato di parole come orizzontale o verticale, né sanno moltiplicare o sottrarre senza calcolatrice, per non parlare della divisione… sembrano solo ansiosi di capire “quello che voglio” come risposta. Ho fatto molta fatica ad abituarli a scrivere le loro idee per poi discuterle: vogliono imparare tutto “per empatia” e, se non ci riescono (e chi ci riuscirebbe?) rinunciano e ricadono nel “a cosa mi servirà?”. In effetti la scuola non si occupa più di introdurre del sogno e della passione nella testa degli allievi.

Sembra infatti che il compito della scuola sia quello di renderli vuoti, se possibile ancora più vuoti di quando sono entrati; come è potuto accadere?

Nel “Manifesto di Ventotene per una Europa libera e unita” (1941) ,  Altiero Spinelli scriveva :
“I giovani vanno assistiti con le provvidenze necessarie per ridurre al minimo le distanze fra le posizioni di partenza nella lotta per la vita. In particolare la scuola pubblica dovrà dare le possibilità effettive di proseguire gli studi fino ai gradi superiori ai più idonei, invece che ai più ricchi…

Con la Gelmini si è esteso l’obbligo scolastico fino ai 18 anni di età, ma, di fatto, si è eliminato ogni tipo di selezione e/o differenziazione nel percorso: in un gruppo che deve forzatamente marciare compatto l’andatura la fa il più lento; gli altri si adeguano ma non imparano nulla.

Gli “aiuti”, come suggeriva lo stesso Spinelli, andrebbero dati dopo:

…La solidarietà umana verso coloro che riescono soccombenti nella lotta economica, non dovrà, per ciò, manifestarsi con le forme caritative sempre avvilenti e produttrici degli stessi mali alle cui conseguenze cercano di riparare, ma con una serie di provvidenze che garantiscano incondizionatamente a tutti, possano o non possano lavorare, un tenore di vita decente, senza ridurre lo stimolo al lavoro e al risparmio. Così nessuno sarà più costretto dalla miseria ad accettare contratti di lavoro iugulatori”.

Iatrarchia, Medrarchia, Esculapiocrazia

Il (peggior) futuro è già arrivato…

Il Tredicesimo Cavaliere

paneamoresanita

Di recente è stato pubblicizzato in televisione un apparecchietto, non ho ben capito se solo progettato o già sperimentale, che applicato su un braccio segnala istantaneamente la situazione medica complessiva: pressione, battito cardiaco, azotemia, glicemia, colesterolo eccetera. In più, è stato detto, il marchingegno può essere collegato con studi medici o addirittura le ASL particolarmente attrezzati che possono correre subito ai ripari se qualcosa non andasse. In realtà quel che non va è il concetto in sé: essere costantemente monitorati sul piano della salute, dato che il rischio concreto è quello di creare uomini e donne di un immediato futuro ipocondriaci all’ennesima potenza, persone ossessionate dalla propria salute, anche al punto tale di doversi sentire sotto osservazione ogni istante. E in base a parametri medici in costante evoluzione e quindi non certi e validi sempre: qualcuno ricorderà le campagne mediatiche contro il caffè, lo zucchero, il sale, il cioccolato, poi…

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Capodanno Maya

Non potevamo non farlo in questo preciso momento. Il 21 febbraio è l’inizio del nuovo anno ‘Ab sacro ai Maya.

Da molto Voyagesillumination aspetta il momento giusto per recarsi in Guatemala, e il momento è adesso, perché questo speciale capodanno avviene solo ogni 21 anni.

Da lungo tempo ci stiamo preparando per questa avventura, unica, irripetibile.

In Guatemala con i Maya in un viaggio altamente esclusivo ad un prezzo estremamente interessante.

Riti Maya del Guatemala

Dal 15 al 24 febbraio 2014

Con seminario itinerante di psicologia archetipica e di esperienze sciamaniche con

Selene Calloni Williams e accompagnamento di una sacerdotessa maya, di sacerdoti maya guatemaltechi + interprete e colta guida in italiano.

Lago-Atitlan

Lago Atitlan

Ogni giorno un momento rituale con Selene Calloni Williams, ogni giorno un’avventura geografica e interiore, nella Medesimezza di anima e natura.

La suprema bellezza dei paesaggi, la magia dei luoghi sacri, l’avventura dell’anima in un viaggio d’autore esclusivo, assolutamente unico.

Posti limitati. Chiusura iscrizioni 15 gennaio 2014 (prima ti iscrivi meno paghi il volo). 

PROGRAMMA

Giorno 1  sabato 15/02/14  Arrivo a Città del Guatemala Pernottamento in hotel.

Giorno 2 domenica 16/02/14  Sito di Iximché e introduzione al mondo maya Visita del sito di Iximché, vicino a Tecpan, località molto importante nella religione maya di oggi. Cerimonia sciamanica.

Poi trasferimento al Lago Atitlán. Proseguimento in barca fino all’albergo Isla Verde, vicino a Santa Cruz La Laguna. Nel pomeriggio discussione con la vostra Ajq’ij. Incontro con “sacerdote” maya per scoprire i fondamentali della religione maya contemporanea. Spiegazioni sui 5 giorni speciali del Wayeb, giorni indicati per terminare e risolvere tutti i problemi dell’anno che finisce.  Notte vicino a Santa Cruz La Laguna, con vista sul lago Atitlán e i suoi vulcani.

Giorno 3 lunedì 17/02/14  Lago Atitlán: villaggi di Santiago e di San Juan

Visita del villaggio di Santiago Atitlán con la vostra Ajq’ij e anche con altro Ajq’ij: Don Carlito, Ajq’ij maya guatemalteco. Scoperta di Maximon. Don Carlito spiegherà a ciascuno il suo Nahual (associato alla data di nascita). Poi navigazione fino a San Juan La Laguna e passeggiata nel villaggio. Ritorno in albergo.

Giorno 4 martedì 18/02/14  Q’umarkaj – Utatlán e Santa Cruz Quiché

Navigazione (20 min) poi trasferimento (1:45) e visita dell’antica capitale maya quiche Q’umarkaj, situata vicina alla città di Santa Cruz. Cerimonia maya con la vostra Ajq’ij. Trasferimento a Totonicapan. Cena, notte, colazione in casa privata a Totonicapan.  Se possibile visita del laboratorio di tessili o di terra cotta della famiglia. Alloggio in casa privata in Totonicapan.

Giorno 5 mercoledì 19/02/14  Città di Momostenango e villaggio di San Andrès Xecul

Passeggiata nel mercato di Momostenango e scoperta dei siti religiosi importanti della regione. Nel pomeriggio, trasferimento nella capitale maya dell’altipiano, Quetzaltenango, situata a 2300m di altitudine. Visita del villaggio di San Andres Xecul, dove potrete scoprire i luoghi di fabbricazione dei materiali per le cerimonie maya. Incontreremo, se possibile,  Doña Juanita, una signora che si prende cura delle pietre consacrate maya, i tz’ite’: le prepara per la loro nuova missione per le persone che operano come Ajq’ij (sacerdote maya). Notte a Quetzaltenango.

Giorno 6 giovedì 20/02/14  Camminata Vulcano Chicabal e Sauna Las Cumbres

Oggi è un giorno speciale: è la vigilia del nuovo anno Ab’ Camminata al vulcano Chicabal: piccolo vulcano spento a 2700m di altezza con un magnifico lago vulcanico posto sulla cima. Per i maya di oggi, è un luogo sacro, rappresentando il punto di comunicazione fra il cielo, l’acqua e la terra. Questo lago è anche venerato come la madre della pioggia. Cerimonia sulla riva del lago. Poi sauna con piante medicinali tradizionali maya in un luogo chiamato “Las Cumbres”, una sauna naturale ove purificare corpo e mente per iniziare il nuovo anno. Ritorno a Quetzaltenango e pernottamento.

Giorno 7 venerdì 21/02/14  Nuovo anno Ab’

Cerimonia per celebrare l’inizio del nuovo anno Ab’. Per questa celebrazione tanto importante, ci uniremo a un gruppo maya per festeggiare insieme il primo giorno del nuovo anno. Con la vostra Ajq’ij Johanna e l’Ajq’ij maya Don Carlito, consulteremo le sacre pietre maya. Dedicheremo quindi del tempo alle vostre domande sul viaggio. Pernottamento a  Quetzaltenango.

Giorno 8 sabato 22/02/14  Città coloniale di Antigua

Al mattino, spostamento a Antigua. Pomeriggio libero nella città, vero gioiello coloniale dell’America centrale, classificato dall’UNESCO “patrimonio mondiale dell’umanità”. Notte ad Antigua. Pernottamento in Posada.

Giorno 9 domenica 23/02/14  Volo di rientro

Trasferimento all’aeroporto internazionale di Città del Guatemala. Volo di ritorno.  Secondo l’ora del volo, possibilità di visitare i musei di Città di Guatemala Arrivo il giorno dopo in Europa.

Giorno 10 domenica 24/02/14  Arrivo in Europa

 

Per qualsiasi informazione: info@voyagesillumination.com

Posti strettamente limitati, viene data la precedenza a persone veramente interessate all’esperienza sciamanica.

Se sei interessato a conoscere lo svolgimento delle nostre avventure in generale, leggi i nostri reportage di viaggio   e vedi il bel filmato accluso al libro JAMES HILLMAN di Selene Calloni Williams

Guarda il Video


Voyagesillumination, I Viaggi del fare anima
www.voyagesillumination.com

LE POESIE DEL RISORGIMENTO: “SANT’AMBROGIO” DI GIUSEPPE GIUSTI

Provate un po’ a pensare chi sono oggi gli “strumenti ciechi d’occhiuta rapina” e quelli che tengono divisi i popoli (in debitori e creditori) per meglio dominarli

Marisa Moles's Weblog

La letteratura italiana di metà Ottocento fu caratterizzata dal binomio poesia-patriottismo. Il Risorgimento dei poeti fu, infatti, legato ad una letteratura che venne definita “per il popolo”, in altre parole quella borghesia che Giovanni Berchet, nella Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo, individuò come il pubblico ideale. Una poesia che aveva lo scopo di smuovere le coscienze, che tuonava contro lo “straniero”, che anelava all’indipendenza, nei cui versi il poeta intrecciava amor patrio e sentimento individuale per condividere con gli Italiani un fermento d’emozioni che aveva un denominatore comune: la voglia di essere una nazione, di vivere in uno Stato finalmente unitario.

Uno dei poeti, un tempo certamente più conosciuti dagli studenti (i suoi versi si imparavano a memoria fin dalle elementari, spesso senza capirci un’acca), è Giuseppe Giusti(1809-1850), i cui versi sono caratterizzati dall’associazione tra la satira e l’invettiva, efficacemente espressa…

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