Si può fare di più

Era assurdo sostenere che la costruzione di nuove scuole pubbliche doveva avere la precedenza sulla costruzione di nuove autostrade, perché, se si trascuravano le autostrade, si riduceva automaticamente la propensione del cittadino medio per l’acquisto di macchine nuove, e in questo modo si minava alla base l’economia, si preparava l’avvento d’una depressione economica, e in tal caso la costruzione di nuove scuole diventava ancora più impossibile.
Pensandoci bene, bisognava fare tanto di cappello alle ditte produttrici di cereali in scatola. Avevano salvato la situazione, lanciando i teleinsegnanti e la teleistruzione. Un insegnante, in una stanza, con una lavagna da una parte e uno schermo televisivo dall’altro, poteva fare lezione a cinquanta milioni di allievi…
Naturalmente, spettava ai genitori fare in modo che il ragazzo non saltasse le lezioni e non si sintonizzasse su di una classe superiore prima di aver superato l’esame della sua.
Ma la cosa migliore, in tutta la faccenda, era che le ditte produttrici di cereali in scatola pagavano tutte le spese. In questo modo, i contribuenti si erano liberati d’una delle tasse più onerose, e nei loro portafogli rimaneva più denaro, da investire nelle tasse sulle vendite, le tasse sulla benzina, i pedaggi delle autostrade e le rate per l’acquisto di nuove automobili. Tutto quello che le ditte produttrici di cereali in scatola chiedevano, in cambio del loro prezioso servizio pubblico, era che gli allievi, e possibilmente anche i genitori, consumassero cereali.

Da Thirty days had September di Robert F.  Young (1957) in Fantasy & Science Fiction I/4 Elara edizioni

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