Astragali

Rimanendo nel tempo di “Apoforeti”, qui parliamo di Astragali:

Il gruppo, realizzato in terracotta, raffigura due fanciulle impegnate nel gioco degli astragali. Le fonti antiche attestano la popolarità di questo gioco che sfruttava la particolare forma degli astragali,ossicini del tarso di capre e montoni. La loro forma quadrangolare e l’aspetto differente dei lati permetteva infatti di attribuire a ciascuna faccia un preciso valore numerico e quindi di utilizzare gli astragali come dadi. Uno dei giochi più popolari consisteva nel lanciarli in aria e tentare di riprenderli con il dorso della mano. Il giocatore contava poi gli astragali recuperati e calcolava il punteggio raggiunto osservando le facce degli ossicini.

Il gioco e le regole

Questo gioco di probabile derivazione egiziana veniva giocato in 2- 4 persone.

Con la perdita del carattere sacrale gli astragali furono gli strumenti del gioco d’azzardo prima di diventare un gioco d’abilità. A ognuna delle loro facce, come a quelle dei dadi,veniva attribuito un valore particolare; inoltre, alcune combinazioni davano diritto a un numero superiore di punti.
I Greci ne furono adepti appassionati. Omero, nell’Iliade,tramite le parole dell’ombra di Patroclo, racconta che Achille uccise il figlio di Anfidamante per una disputa dovuta al gioco degli astragali. Plutarco narra che il generale ateniese Alcibiade, ancora fanciullo, stava giocando nel bel mezzo della strada quando pregò un carrettiere di fermarsi perché stava schiacciando i suoi astragali. Dinnanzi al rifiuto dell’uomo, il bimbo si sdraiò sul selciato e gli disse che avrebbe dovuto passare sul suo corpo. Il conducente del carro, spaventato, fermò i cavalli.
A Rodi un certo Egesiloco e i suoi amici a ogni partita mettevano in palio la moglie di uno dei loro concittadini. Il perdente si impegnava a rapire a qualunque costo la donna designata e a consegnarla al vincitore.
Gli astragali sono degli ossicini del garretto del montone. Nell’antichità sono stati eseguiti per mano dell’uomo in avorio, mentre ai nostri giorni, vengono spesso fabbricati in gesso o in plastica. Se ne usano cinque alla volta.
Chi volesse cimentarsi, può leggere il resto dell’articolo su: http://www.intelligiochi.it/antichi/roma.htm

Quello che invece volevo annunciarvi è un nuovo blog su una mia vecchia passione (che ho utilizzato anche a scopo didattico) il board-game; nel blog ( http://archeo-ludica.blogspot.it/) ne presenterò qualcuno cercando di inserire anche qualche foto.

Il suggerimento implicito è che non è necessario fare sempre nuovi acquisti per divertirsi…

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