Olimpiadi 1960

Le olimpiadi sono come le giostre: se hai 13 anni ancora ti ci diverti, già a 14 anni non ti interessano più

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Anni ’60: verso la Luna

Il decennio si apre nel 1961 col primo uomo nello spazio, il sovietico Yuri Gagarin e si conclude con lo sbarco americano sulla luna nel luglio 1969.

Qui presentiamo un curioso e forse poco conosciuto antefatto tutto italiano, quello dei fratelli torinesi Judica Cordiglia.

Due considerazioni a margine:

– la prima riguarda l’enorme prospettiva che si apriva con l’inizio dei viaggi spaziali: sembrava che lo sviluppo ipotizzato dalla fantascienza fosse ormai a portata di mano e questo forniva una ulteriore prospettiva di sviluppo alle giovani generazioni; adesso sappiamo che così non è stato e, se si fosse almeno un po’ curiosi ci si dovrebbe domandare perché.

-la seconda che l’Italia è ricca di personaggi che si possono tranquillamente definire geniali, ma che nessuno conosce perché i loro talenti vengono ignorati, quando non addirittura osteggiati (Guglielmo Marconi, per citare uno che ha avuto successo, dovette andare a Londra a brevettare la radio, perché al nostro ministero gli risposero che quella curiosità non poteva interessare a nessuno, visto che avevamo già il telegrafo).

Tratto da http://anni60storia.info

Oggi in Spagna, domani in Italia

Lettera aperta da un minatore delle Asturie (estratto da http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10563):

Se tutti i lavoratori spagnoli fossero uniti come i minatori, i governanti di questo paese ci penserebbero parecchio prima di fare i tagli come stanno facendo, ve lo posso assicurare. Riflettete su chi è andato al lavoro o a scuola, con i licenziamenti legali di oggi e con i tagli alla scuola di oggi, quelli che vi creano problemi seri sono i nostri politici.
Vorrei anche dire a chi pensa che dovremmo andare a protestare a Madrid davanti al Ministero e lasciare “gli altri in pace”: sì, noi ci siamo andati al Ministero, ma la censura su tutti i media non ha permesso che si sapesse e nessuno ha saputo nienteperchè la stampa non è trasparente e le notizie vengono filtrate.

Credo fermamente che un dipendente che difende i suoi diritti non sia un terrorista come ci chiamano ora, perché lottiamo per il bene delle nostre famiglie. Invito tutti ad uscire dalle case per difendere quello che gli appartiene.  Restando chiusi in casa, state permettendo che piano piano riescano a farvi fare una vita da fame. Vogliono che i nostri e i vostri figli siano analfabeti come noi, che abbiamo visto le mura della scuola più da fuori che da dentro, un popolo di analfabeti è più facile da dominare.

Tenervi informati, confrontare ciò che si vede in TV, ora avete Internet, si può restare continuamente collegati alla rete, organizzatevi voi stessi, come volete, pacificamente oppure fate le barricate, ma organizzatevi! Cercate obiettivi da raggiungere in poco tempo, il governo sta andando troppo veloce perché ha il vento a favore e voi lo sapete.
Bisogna cancellare la parola “paura” e la frase “tutto quello che serve” deve entrare nelle vostre menti e farvi prendere il controllo del vostro futuro.

Se qualcuno non capisce qualcosa di quello che ho scritto o ha qualche domanda specifica, se posso, risponderò con piacere.

Molte grazie a tutti coloro che ci sostengono da altre province e da altri paesi..

Come spiegato nel post di Sergio Di Cori Modigliani

Come europeo e come italiano orgoglioso delle proprie radici culturali, voglio ricordare ai miei concittadini che alle ore 21.30 del 13 novembre 1936, Carlo Rosselli, fondatore del movimento anti-fascista Giustizia e Libertà, dai microfoni di Radio Barcellona, spiegò ai cittadini che cosa stessero organizzando in Europa Mussolini e Hitler e lanciò la frase “Oggi in Spagna. Domani in Italia” divenuto poi il titolo, voluto da Luigi Einaudi, del suo bellissimo libro pubblicato negli anni’50, chiamando a raccolta, nel corso della trasmissione “i cittadini di tutta Europa, i liberi pensatori combattenti per la libertà, i lavoratori, gli intellettuali, gli artisti, a ritrovare quell’impulso e impegno civile per ritrovarsi in prima fila in Spagna ed impedire il definitivo e barbaro omicidio della democrazia rappresentativa in Europa…se passa la barbarie in Spagna, dilagherà in tutta Europa”.

Poco tempo dopo, il governo fascista diede l’ordine di farlo assassinare a Parigi dove si trovava in esilio.

Non dimentichiamo il meglio della nostra nazione e della nostra tradizione.