La crisi

L’illustrazione di copertina del disco è di Guido Crepax, i testi li trovate qui:

http://www.gianfrancomanfredi.com/75.html

i romanzi qui:

http://www.gianfrancomanfredi.com/rom.html

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L’importante è finire

Una canzone che parla di libertà sessuale, di sensazioni e desideri contrastanti, tanto da finire – a suo tempo – nel mirino della censura RAI. A riproporre questo brano portato al successo da Mina sono gli Armoteque, che la presentano in versione trip-hop: una linea di basso su cui si innesta un pattern di batteria elettronica, tastiere e sintetizzatori, ad accompagnare la voce di Stefania.

Gli Armoteque nascono a Bologna nel 2007, da tre musicisti provenienti da altre formazioni. La loro musica trae ispirazione dal trip hop britannico degli anni ’90 e dall’elettronica applicata alla pop song, e predilige i colori scuri e le atmosfere intense e sensuali. Nel 2010 hanno pubblicato l’album di esordio, Find Position, su etichetta Le Arti Malandrine e poco tempo dopo hanno siglato un accordo di management con Musicalbox.

  • Orario: 20.30
  • Biglietto: € 5
  • domenica 30 ottobre
    La Scuderia, piazza Verdi 2, Bologna

Non tutto il facebook vien per nuocere

Citazione

I DRAGHI E LA CRISI
Data: Domenica, 16 ottobre @ 10:54:35 CDT
Argomento: Informazione

DI FRANCO BERARDI “BIFO”
facebook.com

La dichiarazione rilasciata da Mario Draghi la mattina del 15 Ottobre è segno di sarcastica arroganza della classe finanziaria. Mario Draghi, prossimo Presidente della Banca Centrale Europea, che ha dichiarato di essere dalla parte degli “indignati”. “Anche noi siamo arrabbiati contro la crisi figuriamoci i ventenni che non trovano lavoro.”

Ciò significa che non appena prenderà il suo posto di presidente della Banca, Mario Draghi tasserà le transazioni finanziarie nella stessa misura in cui tassa il mio stipendio? Che la BCE erogherà finalmente un reddito di cittadinanza per tutti i disoccupati europei? Chiederà ai governi europei di investire nuovamente i soldi tagliati alla scuola, e di riassumere i dipendenti pubblici e privati licenziati per effetto delle misure deflazioniste e privatistiche della passata gestione della BCE? Ne dubito.

Chi è Draghi? Allievo del compianto Federico Caffè ed ex direttore esecutivo della Banca Mondiale, Draghi è stato dal 2002 al 2005 vicepresidente e membro del Management Committee Worldwide della Goldman Sachs, la banca d’affari che si può considerare responsabile principale della speculazione globale che sta portando al collasso le democrazie e alla miseria le popolazioni. Per quanto presentato come persona di specchiata moralità, Mario Draghi non è un gentiluomo. Non è al soldo della mafia come la maggior parte dei ministri del governo Berlusconi, ma è portatore di quegli interessi finanziari che sono un pericolo mortale per la vita quotidiana della popolazione europea.

Draghi viene avanti per far fuori le mafie secondarie, come quella di Berlusconi, e imporre gli interessi della mafia dominante, quella della Banca Centrale europea, cuore nero dell’imposizione dogmatica di criteri economici che confliggono con il benessere, la pace, e la civiltà sociale.

Ma forse Draghi non ha capito bene: il movimento non è arrabbiato contro la crisi come crede lui e come suggerisce uno slogan sbagliato che circola nel movimento. Senza polemizzare con i compagni di Global Project, e della FIOM per i quali nutro affetto solidarietà e rispetto, vorrei suggerirgli di cambiare nome alla loro iniziativa unitaria.

Il movimento non è contro la crisi (che non significa niente). E’ contro il capitalismo, contro lo sfruttamento, la competizione, il dogma del profitto e della crescita.

La crisi non è che uno degli effetti della follia del capitalismo finanziario, e può essere l’occasione per consegnare il capitalismo alla storia. Non è l’emergenza della crisi a distruggere la nostra vita, ma la normalità del capitalismo che sfrutta, uccide, inquina. La crisi non è che il momento più violento della normalità capitalista, ed è anche il momento nel quale la società può rompere la catena politica, sociale e culturale che la incatena.

Franco Berardi “Bifo”
Fonte: http://www.facebook.com
16.10.2011

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Punti di vista

Dal diario di un cane:
8:00  – Cibo ! La mia cosa preferita !
9:30  – Un giro in macchina ! La mia cosa preferita !
9:40  – A spasso nel parco ! La mia cosa preferita !
10:30 – Coccole ! La mia cosa preferita !
12:00 – Pranzo ! La mia cosa preferita !
13:00 – Giochi in giardino! La mia cosa preferita !
15:00 – Scondizolo ! La mia cosa preferita !
17:00 – Merenda ! La mia cosa preferita !
19:00 – Si gioca a palla ! La mia cosa preferita !
20:00 – Wow! Guardo la tv con i mamma e papà  ! La mia cosa preferita !
23:00 – A nanna nella cuccia ! La mia cosa preferita !
Dal diario di un gatto :
Giorno di prigionia numero 983.
 I miei guardiani continuano a prendermi per il culo con dei piccoli oggetti ciondolanti.
L’unica cosa che mi aiuta ad andare avanti è il mio sogno di scappare. Nel tentativo di disgustarli, vomito ancora sul tappeto.
Oggi ho decapitato un topo e ho gettato il corpo senza testa ai loro piedi. Speravo che ciò li terrorizzasse, perchè è la prova di cosa son capace di fare. Comunque, hanno fatto un piccolo commento su che “bravo piccolo cacciatore” io sia. Bastardi.
Oggi son quasi riuscito ad assassinare uno dei miei tormentatori passandogli in mezzo ai piedi mentre camminava. Devo riprovarci domani, però in cima alle scale.
Sono convinto che gli altri prigionieri siano lecchini e spie. Il cane ha sempre dei privilegi speciali. Viene regolarmente rilasciato, e sembra pure che voglia tornare. Ovviamente è un ritardato.
L’uccellino dev’essere un informatore. Lo osservo mentre comunica con le guardie regolarmente. Son sicuro che riferisce ogni mia singola mossa. I miei guardiani l’hanno messo in custodia  protettiva in una cella in alto, così è al sicuro, per ora… Vi terrò aggiornati.